Il passaparola della solidarietà dal Nord Est al Venezuela
Dopo il terremoto la catena benefica sostenuta da giovani donne venezuelane che, tramite chat, hanno tessuto una rete da Conegliano a Vittorio Veneto, sino a Fontanafredda

Nel giro di poche ore, grazie al passaparola nelle chat dei connazionali, hanno raccolto generi alimentari e di prima necessità che partiranno per il Venezuela. Un Paese ferito dal terremoto, lontano migliaia di chilometri, ma drammaticamente vicino grazie alle notizie che arrivano a chi, anni fa, lo ha lasciato per venire in Italia.
«Fortunatamente la mia famiglia non è coinvolta», spiega Maria Josè, «ma ci sono tanti amici che stanno soffrendo». Anche lei, come Nilza e Michel, si è mobilitata per raccogliere generi di prima necessità da inviare in Venezuela. Una catena di solidarietà sostenuta da giovani donne venezuelane che, tramite chat, hanno tessuto una rete che va da Conegliano a Vittorio Veneto, sino a Fontanafredda. È da lì che sabato 27 giugno partirà il furgone carico di generi di prima necessità e destinato, appunto, al Venezuela.
«Ci siamo messi in contatto con un’associazione di Milano», spiega Michel, «che farà partire un trasporto nel pomeriggio. Ci siamo organizzati in poche ore». Oltre all’impegno dei venezuelani che vivono a Nord Est sono state coinvolte le comunità locali in una catena solidale che va oltre i confini.
«Quando mi sono svegliata, ho ricevuto un video che mi ha colpito al cuore», continua Maria Josè, «e ho subito deciso di attivarmi». Ha quindi raccolto vestiario, pannolini, alimenti per bambini per tendere la mano a chi, nell’inferno del terremoto, ha perso tutto. Lo stesso hanno fatto Nilza e Michel nel Pordenonese. Un’idea arrivata dai social che Nilza ha messo in pratica coinvolgendo le amiche e che, nel giro di poche ore, si è espansa a macchia d’olio.
A casa Hernandez, a Nave di Fontanafredda, sono arrivati per tutta la giornata di venerdì pacchi con generi di prima necessità. Insieme alla sorella Paola, indossando una maglia del Venezuela, Michel ha raccolto la solidarietà di chi, seppur lontano, non ha dimenticato il suo Paese ferito.
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