Il brand Canova a Possagno, i visitatori sono 150mila l’anno: turisti in crescita

Mentre il Tempio Canoviano resta chiuso, la Gypsoteca continua ad attirare 70mila visitatori l’anno. La direttrice Moira Mascotto: «Un programma 2026 di alto profilo tra mostre, restauri e progetti culturali»

Davide Nordio
La cupola del tempio di Possagno
La cupola del tempio di Possagno

Se il Tempio Canoviano è chiuso al pubblico, e non si sa purtroppo quando potrà riaprire (è chiaro che tra valutazione dei danni e cantiere passeranno almeno diversi mesi, e difficilmente sarà accessibile in estate) la Gypsoteca Canoviana continua alacremente la sua attività.

E se il Tempio Canoviano registra 80mila visitatori all’anno, non è da meno il luogo dove sono raccolti i “gessi” delle opere del grande scultore. Qui infatti ogni anno si staccano 70mila biglietti, grazie all’impegno della Fondazione Canova. E c’è un fitto programma che animerà il 2026.

E già bastano questi numeri per capire l’indotto che genera il “brand” Canova su Possagno. Ma la Gypsoteca non è un semplice museo: qui si possono capire le radici ma soprattutto il genio innovativo di un’artista conosciuto in tutto il mondo. Un’attività che non dorme sugli allori (come ad esempio lo straordinario evento del 2022 per il bicentenario della morte di Canova) ma che costantemente offre approfondimenti, restauri e riscoperte, con interessanti focus sullo scultore e la sua epoca. E non solo la sua.

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Già, perché il programma di attività per il 2026 saranno protagonisti Carlo Scarpa e l’ammiraglio Horatio Nelson. Fino a giugno prosegue la mostra “Carlo Scarpa e le arti alla Biennale. Opere e vetri dalla Collezione Gemin”, curata da Mario Gemin e Orietta Lanzarini, che riunisce opere di Gustav Klimt, Paul Klee, Giorgio Morandi, Arturo Martini, Alberto Viani, Osvaldo Licini e i vetri realizzati da Scarpa per Cappellin e Venini, mentre ad inizio aprile sarà riaperta l’Ala Scarpa , interessata da un intervento di restauro su una porzione dell’ampliamento della Gypsoteca progettato dall’architetto veneziano.

Venendo invece all’ammiraglio inglese Horatio Nelson , si procederà il recupero di tre modelli in cera rossa su ardesia riferibili al monumento funerario, progettato tra il 1806 e il 1808. E dal 1° novembre 2026 al 28 marzo 2027 sarà allestita la mostra “Antonio Canova e il Monumento a Horatio Nelson”. Curata dal prof. Paolo Mariuz, l'esposizione ricostruirà il processo creativo messo in atto da Canova, mettendo l'opera in relazione con altre canoviane quali Napoleone come Marte pacificatore, il monumento equestre di Napoleone e l’Ettore, per evidenziare i legami tra la riflessione sull’eroe contemporaneo e la tradizione epica e mitologica.

Tra i restauri spicca anche quello del gesso dell’Amorino (Principe Henryk Lubomirski), realizzato nel 1785 come studio per la celebre versione marmorea oggi conservata in Polonia. Le iniziative del 2026 si completano con la giornata di restituzione del progetto di welfare culturale "Bellezza che cura: arte e salute in dialogo".

«Il 2026 conferma un programma di alto profilo, costruito con ambizione e senso di responsabilità - afferma Moira Mascotto, direttrice del Museo Gypsotheca Antonio Canova - È il risultato di un lavoro corale tra cda della Fondazione Canova, Comune di Possagno, collaboratori, staff e stakeholder: una rete che condivide visione e competenze per generare valore culturale e rafforzare il ruolo del museo a livello nazionale e internazionale». —

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