Crac Claire’s, all’asta oro e piercing in vendita al negozio nella galleria del Conè

Il maxi fallimento della catena di negozi ha portato conseguenze anche nel punto vendita di Conegliano, ora chiuso. All’asta tutta la merce esposta e quella contenuta nella cassaforte

Diego Bortolotto
Il negozio della catena Claire’s al Conè
Il negozio della catena Claire’s al Conè

Piercing, gadget di vario tipo e perfino una cassaforte con oggetti in oro e un diamante: un assortimento eterogeneo finirà all’asta. È quanto accade a un negozio all’interno del centro commerciale Conè, posto sotto sequestro giudiziario in seguito al maxi fallimento della catena di negozi Claire’s. A procedere è il tribunale di Roma, dopo il crac di Claire’s Italy Srl, società appartenente a una multinazionale statunitense anch’essa fallita.

L’azienda gestiva oltre una trentina di punti vendita in Italia e impiegava circa 300 lavoratori. Il marchio rappresentava un punto di riferimento soprattutto per una clientela giovanile. Attiva da anni nel settore della bigiotteria e degli accessori, la società aveva richiesto e ottenuto la liquidazione giudiziale. Anche il punto vendita nella galleria del centro commerciale di Conegliano è stato dunque coinvolto nel fallimento.

Lo spazio è rimasto congelato e all’interno sono tanti i prodotti ancora presenti e visibili attraverso le vetrine e la serranda abbassata. Nella cassaforte, che sarà messa all’asta a maggio insieme al resto, sono stati rinvenuti un cartoncino con diamante naturale e oro giallo nove carati, tre cristalli per neonati, un cristallo con oro diciotto carati, quattro piercing in oro 18 carati, altri 22 in oro nove carati rodiato e 13 in oro giallo nove carati. Il contenuto per sicurezza è stato conservato nella sede dell’Istituto vendite giudiziarie di Roma.

In vendita, in un lotto unico, anche migliaia di gadget, dagli orecchini ai braccialetti, dagli smalti ai fermacapelli, fino a peluche e collant, oltre a mobili, espositori e un impianto di videosorveglianza. Il prezzo base d’asta è fissato in mille euro, oltre alle spese per l'asta. Della procedura si occupa l’Istituto vendite giudiziarie di Roma.

Già a ottobre, a seguito delle proteste delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, si era svolto un incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per salvare almeno i diritti delle lavoratrici. Il destino della catena, tuttavia, era già segnato e lo scorso dicembre il tribunale di Roma ne ha decretato la liquidazione. L’obiettivo della curatela è anche contenere i costi, liberando i locali nel più breve tempo possibile. Anche per il centro commerciale Conè è prioritario sgomberare lo spazio sequestrato per poterlo rimettere sul mercato.

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