Carolina Sala, l’attrice della porta accanto
Dagli esordi all’Accademia Da Ponte al successo tra film e serie tv per Rai e Netflix: la coneglianese è la nuova promessa del cinema italiano: «Recitare è un gioco serio: è così che ho trovato la mia strada. Il mestiere è cercare, non arrivare»

Ha una bellezza “bambina” che ricorda Scarlett Johansson, ma un portamento elegante come quello di Grace Kelly, pur mantenendo quella freschezza e spontaneità della ragazza della porta accanto, che da una cittadina di provincia è arrivata al successo sul piccolo e grande schermo. Carolina Sala è nata a Conegliano nel 2000, si è formata all’Accademia teatrale “Da Ponte” di Vittorio Veneto sotto la direzione di Edoardo Fainello, e ha esordito in prima serata su Rai 1 in “Pezzi unici” con Sergio Castellitto, serie dell’autunno 2019.
In pochi anni da astro nascente è diventata un’attrice affermata, partecipando a una dozzina di produzioni teatrali, sette serie tra Rai e Netflix, e quattro film d’autore, diretta, tra gli altri, da Pappi Corsicato e Umberto Contarello, sceneggiatore di Paolo Sorrentino, nella sua opera prima da regista “L’infinito”. Ed è stata giurata del festival Cortinametraggio a fine febbraio all’Hotel De La Poste di Cortina d’Ampezzo.
Sala, che effetto fa stare al festival, non come attrice che viene giudicata, ma nel ruolo di giurata?
«È strano davvero, ma è anche un’emozione grande e al tempo stesso una grossa responsabilità. Non riesco però a vivere l’attribuzione di un premio come la finalità principale, perché mi interessa molto scoprire i nuovi registi e le loro visioni, che saranno il cinema del futuro. E poi Cortina mi è famigliare, ci venivo a sciare da piccola, quando passavo le vacanze a Colle Santa Lucia».
Lei è reduce dal successo della serie “Cuori 3” su Rai 1 con Matteo Martari e Pilar Fogliati, com’è stata questa esperienza?
«Sono due attori meravigliosi e con il regista Riccardo Donna e tutta la troupe mi hanno fatto sentire in famiglia. Ero la new entry in un gruppo consolidato, che lavorava insieme da 5 anni, creando una meravigliosa atmosfera in cui mi sono integrata benissimo».
Chi era il suo personaggio?
«Irma, una cantante che vive una storia travagliata, andando a scombinare gli equilibri all’interno della serie. Ha subito un lutto tremendo e una grandissima ingiustizia, e finisce per fare un atto di vendetta sconsiderato, ingiustificabile, pur sfociato da un profondo vuoto e da un'enorme sofferenza».
Ha cantato dal vero?
«Sì, e ho registrato delle canzoni con il compositore Mattia Donna, scoprendo una dote che non avrei mai pensato di avere, ma queste sono le magie del cinema, e poi c’è un mio pezzo su Spotify che si intitola “Magnolia”».

Che significato ha avuto la sua formazione all’Accademia “Da Ponte”?
«È stata la mia adolescenza umana e professionale, il posto dove sono cresciuta. Ci andavo tutti i pomeriggi per trovare quella libertà di esplorare e di esplorarmi, che a scuola non riuscivo ad avere. Senza l’Accademia mi sarei sentita persa, credo che il teatro farebbe bene a tutti gli adolescenti, per poter esprimere ciò che sentono in modo creativo. Poi, grazie agli spettacoli fatti al Da Ponte, ho avuto la possibilità di essere vista a teatro da un agente di cinema che, mi ha notata, avviando il mio percorso. È una realtà di provincia ma molto piena culturalmente, e adesso che, vivendo a Roma, non ci torno quasi mai, ma mi manca molto».
Quand’è che ha capito di essere un’attrice?
«In realtà mai, perché per come sono io, qualora cominciassi a dire che mi sento un’attrice, smetterei di esserlo. Sono solo una persona curiosa, in continua ricerca. Da bambina recitare era un gioco, perché mi divertiva, poi col tempo mi sono resa conto che fare quella cosa mi faceva stare bene, e allora ho voluto provare a pensarla come un lavoro, come un “gioco serio”».
Qual è un personaggio a cui lei è particolarmente affezionata?
«La protagonista del film “Vetro”, che non ha un nome, si chiama “lei” ed è una hikikomori: ho dovuto scavare interiormente per trovare le emozioni giuste. E poi il mio primo ruolo a teatro, Lucietta nei Rusteghi di Goldoni, e quello di Valentina nella mia prima serie televisiva “Pezzi Unici” di Cinzia TH Torrini, che mi ha dato l’opportunità per sei mesi di stare su un set e di capire come funzionava, e che anche io in quel posto funzionavo. Valentina era proprio come me all’epoca, quando avevo diciott’anni, molto insicura, un po’ ingenua, un po’ turbolenta, con le sue paure e i suoi stupori».
Cosa si porta dentro delle sue radici?
«Il rispetto per il lavoro, la disciplina, il tenere fede ai miei impegni. L’essere “quadrata”, non su tutto, ma sicuramente per quanto riguarda la professionalità per me è fondamentale. Forse a volte rischio di essere troppo formale, rispetto all’atteggiamento romano che taglia le distanze. Ma mi piace, perché dà valore ai rapporti».
Quali sono le sue priorità?
«Trovare un equilibrio, perché questo mestiere non è facile, ci sono i momenti in cui lavori e i momenti in cui non lavori, fai i provini e non vanno. È importante capire come gestire questa cosa, che credo sia il fantasma di tutti gli attori. E poi sto continuando l’università, dopo la laurea a Ca’ Foscari in Conservazione dei beni culturali, mi sono iscritta alla magistrale in Storia dell’arte alla Sapienza di Roma».
C’è invece un personaggio che non ha fatto ma le piacerebbe interpretare?
«Magari un ruolo comico, divertente, perché so che c’è l’ho dentro, e poi vorrei fare un film d’azione, con le spie e con gli stuntman, sarebbe eccitante».
Il suo prossimo lavoro?
«Abbiamo finito di girare in autunno in Friuli la serie “Città di Vita” di Fabio Mollo, ambientata durante l’impresa di D’Annunzio a Fiume, il mio personaggio è ancora top secret, ma posso dire che è stato bello lavorare sul set e poi la sera poter tornare a casa a Conegliano, appunto alle mie radici».
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Chi è
Carolina Sala ha recitato nelle serie in prima serata su Rai1 “Pezzi Unici” (2019), “La guerra è finita” (2020) e “Cuori 3” (’26), su Netflix è stata tra i protagonisti di “Fedeltà” (2022). Ha interpretato la giovane “Rita Levi Montalcini” nell’omonimo film Rai del 2020, e sul grande schermo ha esordito nel 2022 come protagonista del film “Vetro” di Domenico Croce, per il quale ha vinto nel 2023 il Premio Fabrique Awards come miglior attrice e l’Athena Nike.
Nello stesso anno Sala è al cinema in “Perfetta Illusione” di Pappi Corsicato e “Noi anni luce” di Tiziano Russo, seguiti da “L’infinito” di Umberto Contarello nel 2024.
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