Ricatto a luci rosse sui social, condannato un ventenne

Un giovane di Vedelago era stato incastrato da una donna con una videochiamata hard. La denuncia della vittima dopo la richiesta di denaro per evitare lo scandalo. Il colpevole è stato individuato grazie al numero della Postepay

Marco Filippi
Condannato un ventenne per un sexy ricatto
Condannato un ventenne per un sexy ricatto

Filmarono con uno stratagemma un giovane di Vedelago mentre compiva atti di autoerotismo durante una videochiamata con una donna.

Quest’ultima non è mai stata identificata mentre a processo sono finiti due suoi presunti complici che avevano tentato di estorcere del denaro al giovane, ricattandolo di pubblicare il video sui social. Il ragazzo, però, non ha ceduto al ricatto ed ha sporto denuncia contro i suoi presunti ricattatori che sono stati processati qualche giorno fa.

La condanna

Uno di loro, Emmanuele Napolitano, 20 anni di Varese (difeso dall’avvocato Diego Melioli) è stato condannato a un anno e due mesi di reclusione, 250 euro di multa (pena sospesa), mentre l’altro Ivon Ismael Zampaligre, 48 anni di Varese (difeso dagli avvocati Stefano Simion e Andrea Gumina) è stato assolto per non aver commesso il fatto.

Il ricatto

La vicenda risale a due anni fa. Era il 28 gennaio del 2024 quando un giovane di Vedelago, navigando sul web, s’imbatte nel numero telefonico di una donna che si offre di spogliarsi e mostrare le proprie parti intime a chi la contatti con una videochiamata. In realtà, si scoprirà poi, è soltanto una trappola, tesa con l’aiuto di almeno un complice, per ricattare i suoi interlocutori.

Tra coloro che cadono nel tranello c’è anche il giovane di Vedelago. Mentre lei si spoglia, lui compie atti di autoerotismo senza sapere che con un altro cellulare qualcuno lo sta filmando mentre la donna mostra le sue parti intime senza però filmarsi in viso. Poche ore dopo il fatto, il giovane viene contattato da un numero di telefono schermato. Dall’altra parte c’è una voce maschile che gli intima di inviargli dei soldi, tramite una ricarica di una carta Postepay di cui fornisce gli estremi.

«Se non lo fai, metteremo il tuo video su Tik Tok», gli dice. La cifra richiesta è di mille euro. Ma il giovane di Vedelago, dopo una riflessione lunga un giorno, invece di cedere al ricatto, si presenta nella caserma dei carabinieri del paese per sporgere denuncia contro ignoti per tentata estorsione.

Le indagini

Nel corso delle indagini i carabinieri sono riusciti a risalire ben presto a Napolitano, al quale era intestata la carta Postepay dove dovevano essere versati i 1.000 euro del ricatto. Con lui è stato poi coinvolto anche Zampaligre, ma nel corso del processo in abbreviato (un rito alternativo che si basa esclusivamente sugli atti d’indagine) non sono emerse prove contro quest’ultimo. Da qui l’assoluzione di Zampaligre per non aver commesso il fatto e la condanna di Napolitano a un anno e due mesi.

Il giovane di Vedelago non si è costituito parte civile. L’avvocato Andrea Gumina, che difendeva l’imputato assolto, precisa: «La scelta di chiedere la celebrazione del rito abbreviato è stata orientata anche in considerazione della palese innocenza del mio assistito, coinvolto nell’indagine e – suo malgrado – nel processo penale per un evidente errore di valutazione».

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