Treviso, manifestazione per Luca Cuzzato fermato sulla Global Sumud Flotilla verso Gaza
Oltre 100 persone in piazzetta Aldo Moro chiedono la liberazione di Luca Cuzzato, attivista trevigiano fermato dalla marina israeliana durante la Global Sumud Flotilla diretta a Gaza

Oltre cento persone si sono radunate nel tardo pomeriggio di oggi – giovedì 30 aprile - in piazzetta Aldo Moro a Treviso, per manifestare solidarietà e chiedere la liberazione di Luca Cuzzato, il 24enne di Ponzano e attivista del centro sociale Django, di cui non si hanno notizie da stanotte. Cuzzato è uno dei partecipanti alla missione internazionale Global Sumud Flotilla, il cui obiettivo era quello di rompere l’assedio alla Striscia di Gaza.
Nella notte tra mercoledì 29 e giovedì 30 aprile, mentre la flottiglia navigava al largo di Creta, la marina israeliana è intervenuta intercettando 22 imbarcazioni su un totale di 58 che componevano la spedizione. A bordo delle unità bloccate si trovavano circa 400 persone; di queste, 175 circa sono state poste in stato di fermo. Tra i fermati figurano due trevigiani: oltre a Cuzzato, manca all'appello anche Beatrice Lio, attivista 30enne di Motta di Livenza. In totale sono 24 gli italiani fermati sui 57 complessivamente impegnati nella missione.
L’ultima comunicazione di Cuzzato risale a poco dopo le 2 di notte di giovedì, poco prima che il giovane – come riferito dal collettivo Django – si sbarazzasse del telefono per evitarne il sequestro o il tracciamento. Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Treviso, Mario Conte, chiedendo l'intervento dello Stato: «Il nostro concittadino dovrà essere protetto e tutelato in attesa di tornare a casa sano e salvo. Il mio invito però è alla prudenza: bisogna stare attenti a intraprendere certe iniziative perché le cose possono degenerare in un attimo. Mi appello comunque alle istituzioni italiane affinché riportino in sicurezza a casa questo ragazzo».
Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha cercato di rassicurare sulle sorti dei fermati, dichiarando che le persone coinvolte nel blitz “verranno fatte sbarcare in territorio greco nelle prossime ore”.
Dalla piazza trevigiana, Gaia Righetto, portavoce del centro sociale Django, esprime parole durissime contro l'operato di Israele: "Non siamo qui perché sorpresi dal mancato rispetto del diritto internazionale da parte di Israele, che ormai lo considera carta straccia. Questo intervento dimostra come opera il gigante israeliano: non accetta limiti, nemmeno quelli geografici. Luca ha preso la decisione minima di non voltarsi dall'altra parte, usando il suo privilegio di occidentale per denunciare il genocidio."
Righetto ha poi allargato il campo della protesta, legando la causa palestinese alle lotte sociali locali: "Stare dalla parte della Palestina significa combattere contro la condizione bellica e contro un sistema di oppressione che tocca anche noi, dai diritti negati agli stipendi che non bastano per vivere. Dobbiamo riconoscerci come gli oppressi di questo mondo per cambiare davvero le cose".
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