Rapina a casa del dentista, in azione la stessa banda che assaltò la villa dei Doimo
Il giovane, arrestato dopo il colpo dai Bubola di mercoledì a Pieve di Soligo, aveva partecipato come basista alla rapina a casa Doimo-Merkel a Refrontolo a marzo 2025. E caccia ai due complici

«I miei genitori sono molti scossi, per non parlare dei miei fratelli che hanno dormito fuori casa per la paura». Choc e paura sono i sentimenti dominanti fra i componenti della famiglia Bubola di Pieve di Soligo dopo la violenta rapina subita mercoledì sera.
La rapina
Erano le 21 circa di mercoledì 11 marzo quando tre giovani armati di coltelli e pistola hanno picchiato il padrone di casa, il dentista Alessandro Bubola , sotto gli occhi della moglie e dei due figli per poi fuggire con 15 mila euro in contanti sottratti dalla cassaforte.

Ettore Bubola, il primogenito rientrato apposta da Ferrara dove studia all’università, racconta come i parenti stanno vivendo queste ore concitate. Suo padre nella colluttazione con uno dei rapinatori si è fratturato il naso e venerdì mattina ha dovuto tornare all’ospedale di Conegliano per accertamenti. Non si esclude che possa essere operato già nelle prossime ore.
Le indagini
Nel frattempo, i carabinieri proseguono l’attività d’indagine a caccia di due fuggitivi. Dei tre giovani che hanno messo a segno il colpo, uno è stato arrestato poche ore dopo il fatto a Follina. In tasca aveva la refurtiva e uno dei coltelli compatibili con quelli descritti dalle vittime, come lo erano le tumefazioni al visto riportate durante il corpo a corpo con il dentista.
Si tratta di un diciottenne di origine albanese residente a Tovena già denunciato a piede libero a febbraio per aver preso parte alla rapina a casa Doimo-Merkel a marzo dell’anno scorso.
Il precedente di Doimo
Una rapina fotocopia di quella avvenuta mercoledì sera nella villetta dei Bubola in zona Patean, a Pieve. L’anno scorso fu proprio il basista allora diciassettenne a indirizzare la banda verso casa Doimo. Il sospetto è che il giovane conoscesse i figli delle vittime da cui sarebbe riuscito a carpire informazioni essenziali, come l’esistenza di 8 mila euro nascosti dietro un battiscopa. L’ipotesi al vaglio dei carabinieri è che a Pieve si sia ripetuto lo stesso copione.
I tre rapinatori, infatti, appena fatta irruzione in casa hanno costretto Bubola sotto minaccia ad aprire la cassaforte, evidentemente sapendo che la cassetta nascondeva migliaia di euro in contanti. Nel frattempo, il diciottenne resta in carcere a Santa Bona: sabato lo attende l’udienza di convalida dell’arresto.
Il sindaco di Treviso
E sulla sua pagina Facebook il sindaco di Treviso Mario Conte commenta: «E' la solita storia. Chi commette reati, a prescindere dall'età, si sente intoccabile. Il diciottenne capobanda che ha rapinato la famiglia Bubola di Pieve di Soligo è lo stesso che l'anno scorso aveva agito a Refrontolo ai danni della famiglia Doimo. Di fronte al ripetersi di episodi di criminalità che danneggiano comunità e città intere, è necessario fare qualcosa.Le Forze dell'Ordine indagano, fermano, assicurano alla giustizia, ma poi questi individui escono e non si fanno problemi ad agire ancora. Abbiamo bisogno di leggi più severe e, se servono, di nuove carceri. Di fatti che vedono protagonisti recidivi ne sono successi anche a Treviso, con la conseguenza che poi le persone si sentono insicure. No, così non va più. E' frustrante. Non siamo, e non dobbiamo assolutamente diventare, il paese dei balocchi dei criminali».
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