Omicidio Favaretto, colpito dal branco e difeso da una ragazza: la solitudine prima di morire

Il video dell’aggressione al 22enne: al suo fianco, mentre gli altri inferiscono, solo un’amica che urla «basta, fermatevi»

Lorenza Raffaello
Francesco Favaretto
Francesco Favaretto

Le chiazze scure che si vedono per terra a lato dell’auto nera parcheggiata in via Castelmenardo alla fine del filmato non c’erano all’inizio. Quelle chiazze scure sono il sangue versato da Francesco Favaretto dopo essere stato pugnalato e pestato dal branco che voleva rubargli un panetto di hashish. Una gang intera, una decina di ragazzi tra i 15 e i 19 anni italiani di prima e seconda generazione, che si scaraventa senza pietà contro Francesco, che colpito da fendenti e bottigliate mentre è a terra, si rialza. Sputa sangue.

Rissa e fendenti, la morte di Favaretto in un video: tutto in due minuti
Un frame del video

Cerca di riprendersi lo zaino e il cellulare, ma glieli sottraggono e poi finisce giù massacrato da una bottiglia. Il colpo di grazia. La fine delle sua vita. E mentre l’omicidio viene ripreso secondo dopo secondo dalla telecamera di videosorveglianza della sede delle associazioni cattoliche di Treviso, mentre il gruppo si accanisce contro uno solo, c’è una ragazza che si mette in mezzo. L’unica. Urla, si mette le mani tra i capelli, cerca aiuto, spinge i carnefici lontano dalla vittima. Senza paura. Come se sapesse che ormai è tutto perduto, anche la paura.

Sola a difendere l’amico

Ieri il nostro giornale ha diffuso le immagini dell’aggressione mortale a Francesco Favaretto, il 22enne morto il 12 dicembre del 2024.

Immagini inequivocabili che lasciano intravvedere la terribile sorte toccata al giovane di San Liberale e che la madre e il legale di fiducia non intendono commentare. Dal gruppo di ragazzi, che si sono accaniti senza pietà su un loro coetaneo e che sono stati ripresi dalla videosorveglianza, emerge la figura di questa ragazza che da sola cerca di difendere il suo amico dalla brutalità e dalla violenza.

Un agguato in due minuti: le immagini del delitto di Francesco Favaretto

Gesti coraggiosi, fin troppo temerari, che purtroppo non hanno portato al risultato sperato. Francesco Favaretto, forse il suo ex ragazzo, come era stato detto quella sera, alla fine è morto dopo undici giorni di agonia in ospedale in seguito a quella spedizione punitiva nata con l’unico obiettivo di rubargli il fumo. «Fermatevi. Basta», si legge dai labiali. Niente di fatto. Il gruppo continua e il resto è storia. Favaretto viene ricoverato d’urgenza all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, resta in terapia intensiva. Morirà il 23 dicembre, l’antivigilia di Natale, tra la disperazione della sua mamma Monica e l’incredulità di una città che si è scoperta più insicura.

I frame

La videocamera registra l’audio delle voci dei protagonisti, ma le grida, gli insulti, la violenza e la disperazione s’intuiscono guardando semplicemente le immagini nitide e chiare dell’aggressione. Basta un cenno perché la violenza si scateni. Il ragazzo che si trova alla destra di Favaretto ad un certo punto si avventa su di lui.

È il segnale che dà il via ad una violenza cruda, gratuita e inaudita a cui partecipano tutti, anche chi poi dirà di non aver materialmente sferzato alcun fendente. Chi si è dissociato in sede giudiziaria non è stato solamente uno spettatore, ma colui che ha rubato il cellulare a Francesco e sottratto lo zaino, sperando forse di appropriarsi della droga. È rimasto impassibile di fronte alla violenza, accanto a chi invece ha messo in repentaglio persino la propria incolumità pur di salvare Francesco. Inutilmente. —

 

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