Multe ai clienti: «Bravo sindaco Berton»
Lotta alla prostituzione. La solidarietà delle donne di Nervesa al primo cittadino dopo le sanzioni agli automobilisti in via Foscarini. Partite ieri le dieci lettere indirizzate ai trasgressori: «Non fatelo più»
NERVESA. «Bravo sindaco, hai fatto bene»: questo il tono di parecchie telefonate di donne arrivate in municipio a Nervesa dopo il blitz dei vigili urbani di venerdì notte in via Foscarini, la strada delle prostitute e dei viados, dove sono stati multati una decina di automobilisti a casa dei quali arriverà ora una lettera del sindaco che li invita a non transitare più di là di notte. Tra i dieci automobilisti ce n'era uno di Mareno, un altro abita a Preganziol, uno era un marocchino. Nessuno che risiedesse a Nervesa.
«E nessuno che avesse un giustificato motivo per passare di là - dice Fiorenzo Berton - tanto che se prendessimo come parametro gli infortuni in itinere che vengono concessi solo se viene fatta la strada più breve tra casa e sede di lavoro, a nessuno di quei dieci sarebbe stato riconosciuto l'eventuale infortunio avvenuto in via Foscarini». Non erano stati certo solo quei dieci, venerdì tra le 22 e mezzanotte a passare in macchina per via Foscarini. «Al di là che il cartello di divieto di transito si vede poco e che io ho preso quella strada tornando a casa per evitare di fare la grande rotatoria - dice uno dei multati - perchè a tanti altri non è stata fatta la multa come a me? Mentre mi facevano il verbale saranno passate altre dieci macchine e un paio si sono anche girate e sono tornate indietro per ripassare davanti alle prostitute; quando ho chiesto perchè non fermassero anche quelle, i vigili urbani mi hanno risposto che non c'era lo spazio per fermarle tutte. Ma bastava che si mettessero una ventina di metri più in là e c'era tutto lo spazio necessario.
Io pago la multa, ma il trattamento avrebbe dovuto essere uguale per tutti quelli che passavano per via Foscarini». Intanto in paese soprattutto le donne plaudono all'iniziativa di Fiorenzo Berton. «Mi hanno telefonato in molte - dice il sindaco - tutte contentissime per quanto avevo fatto». Nei bar di Nervesa i maschi invece si dividono tra chi dice che bisogna fare proprio così e ch invece ha delle riserve sull'invio delle lettere a casa dei multati: «Si vìola la privacy con una lettera intestata del comune spedita a casa dopo quanto è stato scritto su questa vicenda», fa notare qualcuno; e c'è anche chi si spinge più in là: «I cartelli di divieto ci sono, le pressioni delle famiglie che risiedono in via Foscarini sono fortissime, ma a me questa storia delle multe e delle lettera non piace, perchè la moralizzazione spetta ad altri, non al sindaco di Nervesa, e ho l'impressione che questa storia delle lettere, più che a moralizzare il territorio, sia funzionale ad attirare l'attenzione su chi le ha scritte». Su una cosa in tanti concordano: «E' tempo di finirla con questo mercato del sesso lungo le strade».
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso
Leggi anche
Video








