Le artiste della Salce sconosciute di talento svelate da una ricerca: solo 65 ma grandiose
Il lavoro di scavo nella vasta collezione trevigiana di affiche
si deve a Maria Chiara Mazzariol. L’8 marzo la presentazione

Quasi dimenticate, dopo la fatica profusa per emergere e affermarsi nel campo della grafica tra i colleghi maschi. Eppure ricchissime di talento e meritevoli di essere conosciute. Ci ha pensato Maria Chiara Mazzariol con un lavoro certosino e appassionato di ricerca compiuto scavando a fondo tra i 24.000 manifesti della Collezione Salce custoditi a Treviso: la più grande raccolta italiana di grafica pubblicitaria databile tra il 1844 e il 1961.
La ricerca
Grazie al lavoro avviato dalla studiosa trevigiana, in collaborazione don la direzione regionale Musei Veneti, nel 2021 con la rubrica #Donnettuttolanno, sulla pagina Fecebook del Museo Salce, possiamo oggi avvicinarci al lavoro di 65 artiste (grafiche, pittrici, illustratrici, architette, progettiste, ecc.) e conoscere oltre 190 opere (manifesti e locandine), frutto del loro talento e della loro creatività. L’autrice presenterà il lavoro domani, mercoledì 8 marzo, alle ore 16, nella sede di San Gaetano (via Carlo Alberto), prenotazione obbligatoria: drm-ven. collezionesalce@cultura.gov. it.

«Nel corso della ricerca sono state recuperate tutte le artiste e professioniste per un totale di 65 donne nate tra il 1861, come Mary Louise Stowell, pittrice e illustratrice statunitense, esponente dell’Arts and Crafts Movement di New York, e il 1936 pensando alla pittrice veneziana Gianna Buran, scomparsa di recente. Tre sono in vita (Lora Lamm, Franca Primavesi, Alda Sassi) – spiega Mazzariol – Per quanto riguarda i paesi di origine, oltre 20 sono nate in Italia, le altre tra Europa, Stati Uniti, Russia e India».
Come prevedibile, spaventano i numeri. Rispetto all’intero catalogo, le autrici rappresentano il 2,8% e le opere da loro create lo 0,8%. «Il dato non sorprende – commenta – ma riflette la già nota emarginazione se non esclusione delle donne dai percorsi formativi, dalle professioni e dall’espressione artistica».
Chi erano
«Molte donne che si sono misurate con la progettazione grafica, fosse una affiche, un avviso pubblicitario o altro – aggiunge Mazzariol – lo hanno fatto solo occasionalmente come tappa di passaggio da affiancare all’attività artistica; così è successo alle pittrici Bice Lazzari (Venezia 1900-Roma 1981) e Paola Levi Montalcini (Torino 1909– Roma 2000) di cui la collezione conserva rispettivamente il manifesto per la Veglia Mascherata al Teatro la Fenice di Venezia del 1925 e quello per la XXV Biennale di Venezia del 1950».
Per altre l’esperienza professionale si è intrecciata con il privato: molte grafiche e illustratrici sono state sorelle o più spesso mogli o compagne di pittori, grafici e architetti. Così è successo a Carla Albini, sorella e stretta collaboratrice dell’architetto e designer Franco Albini, o Jeanne Michot, che nel 1942 sposerà il noto grafico e designer Franco Grignani con cui lavorerà insieme per Necchi.

Altre fonderanno con i rispettivi partner degli atelier come la fotografa e cartellonista ungherese Irma Bíró con il marito Imre Révész. Numerose le figuriniste di moda e le illustratrici di libri per l’infanzia.
«In ambito italiano incontriamo firme femminili di notevole interesse, attive principalmente fra le due guerre. Emma Bonazzi detta Tigiù (Bologna 1881-1959), dal 1925 consulente artistica della Perugina; Paola Bologna (Torino 1898-1960) prima fumettista donna (dal 1937 disegna la striscia “Il mistero di Saturno” per il primo numero de “Il Vittorioso”)».

Da ricordare anche Brunetta Moretti Mateldi (Ivrea 1904-Milano 1989), tra l’altro illustratrice de “L’Espresso”per la rubrica di Camilla Cederna. E poi la grafica svizzera Lora Lamm (Arosa 1928) che sarà direttrice creativa per La Rinascente.
E adesso? L’appassionata ricerca di Mazzariol potrebbe sfociare in una pubblicazione, incontri per le scuole e una piccola mostra tutta dedicata al femminile.
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