Sfratti in via Pisa, tra Ater e Comune di Treviso scontro mai visto
I due enti si accusano di mentire sulla gestione dell’emergenza. Lotta fratricida in Lega e FdI

Cose mai sentite. Che gli sfratti di via Pisa scatenassero lo scontro tra amministrazione e centri sociali era atteso, che scatenassero una scazzotatta in seno alle forze politiche di maggioranza no. Ieri, nell’arco di un paio di giri di lancette d’orologio Ater e Comune si sono accusati l’un l’altro di mentire sulla gestione degli sfratti ai danni delle 51 famiglie residenti nei tre condomini alla periferia nord della città. Un botta a risposta inimmaginabile che vede al suo interno una ulteriore faida fraterna: Lega contro Lega, e Fdi contro Fdi.
Cosa è successo
L’innesco Tutto parte, ulteriore stranezza, dal Pd, che nei giorni degli sgomberi ha chiesto conto dell’assenza di Ater nella gestione dell’emergenza con il consigliere regionale Giovanni Manildo. Fuoco amico, visto che nel Cda Ater è presente un consigliere di minoranza – Oscar Borsato – espressione proprio dei dem. Colpito alle spalle, Borsato ha preso posizione assicurando: «L’Ater sul tema di via Pisa non è mai stata coinvolta dal Comune». Di qui gli strali al consiglio comunale di giovedì, con il capogruppo della lista Conte, il leghista Giuseppe Basso, ad accusare: «Ater è stata chiamata eccome, forse Borsato dovrebbe parlare con i suoi dirigenti prima di esporsi». Attacco cui ha fatto eco il capogruppo Fdi Guido Bertolazzi: «Gravi le parole di Borsato, meglio sia più presente ai lavori del suo Ente».

La bagarre politica
Fin lì l’immaginabile fuoco di fila della maggioranza contro il Pd, se non fosse che ieri mattina Ater ha emanato una nota a firma di tutto il Cda, ovvero il presidente leghista Mauro Dal Zilio, la vicepresidente meloniana Marina Bonotto (presidente del circolo comunale di Fdi), il consigliere Borsato: «Si tiene a precisare che non c’è mai stato alcun contatto ufficiale tra Comune e Ater» in tema via Pisa, «che Ater non è mai stata chiamata in causa ufficialmente né è stata invitata a partecipare a tavoli di concertazione relativi all’episodio. Le dichiarazioni sono dunque errate». Le parole di Borsato? «Il Cda agisce sempre unitariamente, ogni membro del Cda è a conoscenza delle iniziative dell’Azienda: non c’è stato alcun coinvolgimento ufficiale di Ater». Una bomba politica “a grappolo” si potrebbe dire, perchè in dieci righe di comunicato Ater non solo stroncava il Comune, che con l’assessore Andrea De Checchi aveva parlato ufficialmente del suo interessamento sul caso via Pisa in commissione a inizio settimana, ma facendo firmare il comunicato a tutto il Cda, politicamente metteva in fila Lega e Fdi (oltre al Pd) nello stroncare la Lega per le parole del capogruppo Basso, e così pure Fdi per Bertolazzi.
Il Pd all’attacco
Botte da orbi, verrebbe da dire. Ed un caso politico servito su un piatto d’argento alle opposizioni, che non a caso con il Pd hanno subito incalzato: «La presa di posizione di Ater Treviso è un fatto clamoroso, perché smentisce in pieno quanto sostenuto ieri in Consiglio comunale dall’amministrazione e dalla maggioranza sulla vicenda di via Pisa». e poi: «È gravissimo che in Consiglio comunale siano state fornite ricostruzioni poi smentite direttamente dall’ente chiamato in causa».

Il Comune: «Ater mente»
Il picco si è raggiunto però dopo, quando è stato il Comune a replicare ad Ater facendo capire come si fosse ormai al corpo a corpo: «Fin dal dicembre 2024 e da ultimo, in data 13 e 14 maggio 2026» ha messo nero su bianco Ca’Sugana, «sono infatti intercorsi colloqui tra il Comune di Treviso e Ater specificamente, per quanto riguarda maggio scorso, nelle persone dell’assessore Andrea De Checchi e della direttrice di Ater Rita Marini, nel corso dei quali si è affrontato il tema di via Pisa». Pare che il comunicato sia stato redatto “carte alla mano”, citando anche il fatto che – come avevano detto in consiglio Basso e Bertolazzi – Ater avesse anche fornito una sua soluzione non accolta dal Comune. «Auspichiamo che in Ater ci sia stato un cortocircuito, diversamente, sarebbe grave negare un coinvolgimento che, nei fatti, c'è stato e si è sviluppato a vari livelli istituzionali».
La correzione all’ultimo minuto
Ne è seguito un silenzio che non lascia presagire nulla di buono, anche all’interno delle compagini di maggioranza, rotto solo dal tentativo del presidente Ater Dal Zilio di mettere una pezza in serata per salvare capra e cavoli: «Vero, l’assessore De Checchi e il nostro direttore hanno avuto dei contatti telefonici informativi, che nell’ambito di certe delicate questioni posso rimanere informali, che non hanno però avuto seguito in richieste di intervento ufficiale o di partecipazioni ad alcuna riunione o tavolo al Cda, nell’ottica della normale dialettica tra Enti che effettuano le proprie scelte». Parla di «incomprensioni» forse, troppo tardi.
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