Furto di farmaci salvavita dagli ospedali trevigiani: tre dipendenti nei guai, 24 indagati
Indagine del Nas di Treviso su un traffico di medicinali sottratti alle strutture dell’Ulss 2 Marca trevigiana: una dipendente di farmacia ospedaliera avrebbe prelevato farmaci ad alto costo con l’aiuto di colleghi. Ventiquattro persone indagate, sequestrate numerose confezioni destinate esclusivamente all’uso ospedaliero

Furti di farmaci ospedalieri ad alto costo destinati al mercato illecito: è quanto hanno scoperto i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (Nas) di Treviso al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Treviso. L’inchiesta ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 24 persone, coinvolte a vario titolo in un sistema di sottrazione e vendita illegale di medicinali appartenenti alle strutture dell’Ulss 2 Marca Trevigiana.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il meccanismo sarebbe partito da una farmacia ospedaliera, dove una dipendente addetta alla preparazione dei pacchi avrebbe prelevato illecitamente farmaci destinati alla distribuzione interna.
I medicinali sarebbero poi stati ceduti all’esterno con l’aiuto di altri due colleghi dello stesso presidio sanitario.
Tra i prodotti sottratti figurano anche specialità medicinali salvavita e farmaci ad altissimo costo, particolarmente ricercati nei circuiti illegali di vendita.
Le indagini dei Nas, supportate anche da attività tecniche disposte dalla Procura, hanno permesso di documentare numerose cessioni di medicinali a soggetti terzi.
Durante alcune perquisizioni domiciliari eseguite nei confronti di quattro indagati – tre dipendenti dell’Ulss 2 e un autotrasportatore impiegato in una ditta di logistica – è stato inoltre sequestrato un ingente quantitativo di farmaci ad uso esclusivamente ospedaliero, riconducibili all’azienda sanitaria.
Gli investigatori hanno anche accertato ulteriori irregolarità, tra cui l’utilizzo improprio del badge personale per attestare falsamente la presenza in servizio.
Al termine dell’attività investigativa sono state deferite alla magistratura complessivamente 24 persone.
L’indagine partita da segnalazioni aziendali
L'indagine sui furti «ha preso avvio grazie alle segnalazioni delle strutture aziendali che hanno fornito costante collaborazione, a conferma dell'impegno profuso nel sistematico monitoraggio interno e nella tutela delle risorse del Servizio Sanitario».
Così sottolinea in una nota l'Ulss2.
E aggiuge: la Direzione Generale esprime «il proprio sentito ringraziamento ai militari del Nas per la professionalità e l'efficacia dell'operazione svolta» e «resta in attesa degli ulteriori esiti investigativi e delle determinazioni dell'autorità giudiziaria nei confronti dei soggetti coinvolti, riponendo piena fiducia nel lavoro della magistratura».
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