Fallimento e licenze revocate. A Treviso La Campana finisce in tribunale

TREVISO. Dopo chiusure e riaperture, cambi di vetrine e di gestori, ipotesi di vendita, la Campana è ora al centro di uno spinosissimo contenzioso legale legato alla licenza commerciale dell’immobile. Di fatto l’autorizzazione a tenere aperto il negozio. Il tribunale di Treviso infatti a fine settembre l’ha revocata, considerandola “un bene” della società fallita nel 2012.
Che succede
La sentenza è stata depositata il 26 settembre scorso, senza clamori, ma accendendo la miccia di una vertenza che potrebbe avere conseguenze sul futuro delle attività oggi in corso nei tre piani dell’immobile di via Campana. Lo storico grande magazzino cittadino è sempre stato proprietà della famiglia Ferrarese che lo gestiva tramite la società “Campana Sas di Francesco Ferrarese & C. e soci” che nel 2012 è stata dichiarata fallita dal tribuna di Treviso. Poco prima della dichiarazione di fallimento, la società ha affittato il ramo d’azienda relativo alla licenza a un’altra società, la Metro Immobiliare, che nel giro di pochi mesi l’ha poi a sua volta ceduto ad una terza società: la Top24. Così facendo, quando Campana è fallita, l’attività all’interno del grande magazzino ha potuto continuare facendo valere la licenza acquisita dalla Campana. Bene, dopo sette anni, a settembre, il tribunale di Treviso ha disposto che quei passaggi di mano avvenuti prima del fallimento Campana non fossero ammissibili, e che la licenza dovesse quindi rientrare nel patrimonio della fallita società, finendo così nelle mani della curatela, affidata al dottor Andrea Boschi, a vantaggio dei creditori Campana.
Il contenzioso
La sentenza, registrata, avrebbe potuto stoppare sul posto l’attività, o quantomeno metterla in toto nelle mani della procedura fallimentare a cui – da sentenza– sarebbero spettai gli affitti di ramo d’azienda, oltre che la decisione sul come gestirli già nel corso degli anni. Ma la Top24 ha fatto ricorso in appello congelando la validità del provvedimento e ritenendo perfettamente lecito e corretto il contratto di affitto regolarmente stipulato prima tra Campana e Metro, poi tra Metro e Top24; con la parentesi della società “La Nuova Campana” che aveva a sua volta affittato la licenza commerciale dalla Top24 gestendo il negozio fino alla scorsa primavere, quando a risolto il contratto d’affitto d’azienda.
il Comune
È una vicenda complicata, che chiama in causa anche i bilanci delle società e pure l’amministrazione Comunale sotto il cui controllo passano tutte le pratiche relative a nuove aperture e passaggi di consegne nella gestione dei negozi. Chiariamo, fino al settembre scorso tutto filava liscio. Ma la sentenza del tribunale ha fissato un punto fisso che adesso mette in predicato il futuro – se non altro gestionale – dei negozi. —
Federico de Wolanski
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








