Il cuore della Treviso in Rosa: storie, ricordi e 10 mila donne in movimento

Il vero motore di Treviso in Rosa è nelle storie delle 10 mila partecipanti che hanno colorato la città. Molte donne corrono portando nel cuore un ricordo o una battaglia personale. Patrizia Cornoldi e Lucia Gasparini, da Treviso, ricordano parenti e amiche colpite dalla malattia, così come Nadia Carraretto, arrivata da Dosson perché spinta dalla richiesta di un’amica operata anni fa. Da Marcon, Silvia Rampin sottolinea l'importanza del messaggio di prevenzione, pensando a chi, nel suo Comune, non ce l'ha fatta. L’evento è anche occasione di festa e condivisione. Elena Dugoni guida un entusiasta gruppo da Bassano: “Una giornata splendida che si concluderà con un pranzo assieme. Siamo qui a maggior ragione per beneficenza”. C’è chi, come Paola Benetton, ha convinto nipote e amiche a scendere addirittura da Trento: “È sempre un’emozione vedere questo fiume rosa”. Per Isabella Silvestri, di Carità, il valore è anche sociale: “Dobbiamo stare all’aperto e in compagnia: questo è un messaggio culturale”. La manifestazione non ha età. Lo dimostrano nonna Lorenza, la figlia Marica Uliana e la piccola Demi: tre generazioni unite per lanciare un messaggio benefico. Immancabili anche Ilaria Marcon e Milena Bello, fedelissime dell'evento, che hanno vestito di rosa persino la loro cagnolina. Il simbolo della giornata è però nonna Germana, trevigiana classe 1927: con i suoi 99 anni è la partecipante più longeva. “Mi sento ancora giovane”, confessa con un sorriso contagioso. “Dico a tutte di muoversi, di lavorare e di vivere di allegria”.

di Andrea Dossi

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