Treviso in Rosa, 10 mila donne di corsa: un inno alla prevenzione nel ricordo di Zanardi

Il centro storico si riempie di emozione e passi condivisi nella dodicesima edizione dell’evento: una festa di sport, prevenzione e solidarietà che unisce generazioni e storie diverse

Andrea Dossi
La Treviso in Rosa colora il centro città
La Treviso in Rosa colora il centro città

Non è stato solo il segnale del via a scuotere viale Bartolomeo d’Alviano a Treviso questa mattina, 3 maggio, alle 9.30. È stato il boato di 10 mila donne che, in un istante, hanno trasformato l’asfalto in un fiume rosa.

La dodicesima edizione di Treviso in Rosa non ha solo confermato i grandi numeri della vigilia, ma ha sprigionato un’energia che ha travolto l'intero centro storico, tra commozione, sport e un forte senso di appartenenza.

Treviso in Rosa, il via nel ricordo di Alex Zanardi

Chi c’era

Il sindaco di Treviso, Mario Conte, emozionato davanti alla distesa di maglie rosa, ha dato il benvenuto alle partecipanti arrivate da 15 regioni diverse. Accanto a lui, il mondo dello sport ha schierato alcuni pesi massimi. Manuela Levorato, campionessa dello sprint azzurro e oggi vicepresidente FIDAL, ha catturato l’attenzione della folla con un pensiero dedicato ad Alex Zanardi: un richiamo alla forza di volontà che non conosce ostacoli, un parallelo perfetto per le migliaia di donne che oggi corrono anche per chi sta affrontando sfide personali difficili.

A dare ulteriore prestigio umano alla partenza, la campionessa olimpica Gabriella Dorio. L’oro di Los Angeles '84 ha mescolato il suo sorriso a quello delle magliette rosa, ricordando come la corsa sia, prima di tutto, un inno alla libertà e alla salute.

Al loro fianco, la triatleta Alessandra Fior, simbolo della lotta vinta contro il tumore al seno, e l’assessore regionale Paola Roma, che ha testimoniato il sostegno delle istituzioni venete a un progetto che fonde sport e prevenzione.

Anche le nonne sprint

Un plotone variegato sta percorrendo le vie del centro storico: dalle nonne sprint over 90 ai passeggini. Mentre le pattinatrici di Future Inline e Treviso Pattina aprivano i varchi con eleganza, dietro di loro si muoveva una sezione trasversale di società. In prima fila hanno sfilato le 105 squadre iscritte, dai gruppi aziendali in lizza per il Trofeo Confindustria Veneto Est alle associazioni come la LILT e "La Forza in Passerella".

È una festa che non conosce anagrafe: tra le prime a scattare c'erano le veterane, comprese le cinque novantenni che hanno dato prova di una grinta straordinaria, seguite da centinaia di giovani mamme con il pettorale appuntato direttamente sui passeggini. Una partecipazione che ha coinvolto anche chi non era fisicamente a Treviso, come la francese Stéphanie Della Schiava, che ha corso in contemporanea a Guiclan, in Bretagna, portando idealmente il vessillo trevigiano oltre confine.

La partenza alle spalle, il fiume rosa ha percorso i 4 e i 7 chilometri tra i monumenti più iconici. Da Piazza Duomo alla Pescheria, ogni angolo della città è stato animato: le note della BeFolky Upupa Band accompagnano i passi delle podiste, mentre lungo le mura si prepara la grande festa finale. Ad attendere le diecimila al Bastione San Marco  i deejay di Radio Company e l'arrivo  un evento a oltranza.

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