Valdobbiadene, vandali in parrocchia: calci contro la vetrata dell’ingresso
Il parroco don Romeo Penon: «Forse è stato un gruppo di ragazzini. Nessuno ha chiesto scusa».
L’indignazione dell’intera comunità: «Troppi episodi, proviamo tanta amarezza mista a rabbia»

Atto vandalico ai danni della saletta parrocchiale di San Vito di Valdobbiadene. Ignoti hanno preso di mira la porta d’ingresso, infrangendo a calci i vetri e lasciando dietro di sé danni evidenti e, soprattutto, un diffuso senso di indignazione nella comunità.
L’episodio si è verificato durante la notte, quando la vetrata è stata mandata in frantumi. Nonostante il danneggiamento, i responsabili non sarebbero riusciti a entrare nel locale, forse scoraggiati dal rischio di ferirsi con i cocci appuntiti rimasti a terra.
Resta però il dubbio sulla natura del gesto: un tentativo di intrusione fallito oppure una bravata compiuta da piccoli teppisti con l’intento di fare un “dispetto”.
Il parroco
«Dispiace, non sappiamo chi sia stato, forse dei ragazzini che si stavano spintonando», ipotizza il parroco di Valdobbiadene, don Romeo Penon. Quel che è certo è che, fino a questo momento, nessuno si è fatto avanti né per chiedere scusa, né per assumersi la responsabilità dell’accaduto, come conferma lo stesso sacerdote.
Un silenzio che pesa, non tanto per il danno materiale, ma anche per il valore simbolico del luogo colpito. I parrocchiani sono rimasti profondamente amareggiati. La saletta, infatti, in passato veniva utilizzata come oratorio per i ragazzi e per il catechismo, rappresentando un punto di riferimento per la crescita dei più giovani.
«Per i ragazzi, quelli veri», sottolinea con amarezza un abitante del posto che ha voluto denunciare pubblicamente l’accaduto. «Provo tanta amarezza, mista a rabbia. Ma cosa vogliamo fare? Dovremo forse abituarci ad azioni del genere nelle nostre borgate, visto chi di notte la fa da padrone».
Schiamazzi notturni
La porta danneggiata è già stata messa in sicurezza, però resta il dispiacere per un gesto che colpisce uno spazio comunitario e per i frequenti schiamazzi serali e notturni segnalati in paese. E non si tratta di un episodio isolato.
Nei mesi scorsi, sempre a San Vito, era stato preso di mira anche il Centro don Giovanni Turra: in quell’occasione alcuni baby teppisti, ripresi dalle telecamere, erano riusciti a entrare dopo aver forzato le serrature, rubando denaro, alcolici e generi alimentari. Nonostante tutto, la tradizione del Centro Turra continua grazie all’impegno dei giovani del paese, “quelli veri”, come tengono a ribadire con orgoglio alcuni sanvitesi, nel tentativo di preservare uno spazio educativo e di aggregazione per la comunità. —
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