Borgo Padova, sit-in in commissione

Riunione movimentata dai residenti. Contestata la proposta di sensi unici avanzata dall'assessore Bergamin. Gianni Battocchio abbandona l'aula. Quartiere contro l'apertura al traffico del sottopasso: prima la nuova strada
CASTELFRANCO. Critiche contro la proposta di modifica alla viabilità di borgo Padova presentata mercoledì alla commissione consiliare lavori pubblici. Oltre ai giudizi negativi di diversi consiglieri dell'opposizione, numerose sono state anche le rivendicazioni dei più di trenta abitanti del quartiere presenti in sala. Ad accendere le proteste, il timore di una riapertura al traffico prima della realizzazione della nuovo collegamento.

Una riunione movimentata quella di mercoledì sera, specie nel momento in cui l'assessore Plinio Bergamin ha presentato l'ipotesi di circolazione alternativa riguardante il borgo Padova. «Il progetto - ha spiegato Bergamin - nasce dall'esigenza di riaprire la viabilità del quartiere e consentire, con precisi vincoli e nel rispetto dei residenti, il traffico da borgo Treviso in direzione Padova e viceversa fino al termine del nuovo collegamento di via De Amicis». Le modifiche presenti nello studio prevedono un senso unico ovest-est nella parte finale di via Malvolta, a partire dall'intersezione con via Foscolo fino a via Monti; un senso unico nord-sud in via Monti fino a via Alfieri; e un senso unico est-ovest nell'ultimo tratto di via Alfieri, a partire da via Monti. Secondo l'assessore, con questi vincoli e la chiusura al transito per i non residenti di tutte le vie interne al quartiere, pur con il ripristino della circolazione la vivibilità della zona non sarebbe danneggiata. Quanto poi alla via d'accesso da borgo Treviso, più che quella da via Meneghini, il progetto indica il nuovo sottopassaggio di via Forche.


Soluzione tabù, visto che secondo quando era stato concordato a marzo in consiglio comunale per l'apertura del tunnel si sarebbe dovuto attendere il nuovo collegamento tra via De Amicis e la rotonda per Padova; operazione questa prevista non prima della fine del 2008. Infiammate le polemiche dei numerosi residenti presenti alla riunione e del tutto contrari a qualsiasi ipotesi di viabilità modificata. «Via Monti in particolare - ha osservato uno dei presenti - è troppo stretta e non può sopportare la mole di traffico che la soluzione proposta comporterebbe. Se l'ipotesi fosse approvata il quartiere si ritroverebbe inghiottito dal traffico e dallo smog, senza contare la pericolosità per pedoni e ciclisti». Numerose anche le critiche dei consiglieri, tra i quali Giovanni Squizzato e Gianni Battocchio che ha persino la sciato la sala dichiarandosi indignato per i metodi usati dalla giunta. Il progetto ha trovato forti detrattori. E, adesso, ci si chiede come la situazione verrà risolta. Da un lato c'è un'opera come il sottopasso di via Forche ultimata e lasciata inutilizzata, mentre dall'altro c'è un quartiere che rischia di vedere le proprie vie invase da un traffico non sostenibile.
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