Non ritira i bidoni dei rifiuti, multato per 240 euro: «Mi trovavo al lavoro»
Geologo ha presentato ricorso contro i due verbali della polizia locale: i contenitori di vetro e umido erano rimasti davanti a casa dopo il passaggio di Contarina

Per qualche ora di troppo i bidoni sono rimasti davanti a casa. Tanto è bastato per far scattare due verbali della polizia locale da 119,55 euro ciascuno, uno per il contenitore del vetro e uno per quello dell’umido, per un totale di 239,10 euro.
È la vicenda che vede protagonista S.C., geologo trevigiano, che ha deciso di presentare ricorso contro le sanzioni ricevute.
Al di là dell’esito della pratica, però, il caso rappresenta anche un avvertimento per molti cittadini che forse ignorano quanto possa costare lasciare i contenitori sul suolo pubblico dopo il passaggio degli operatori di Contarina.
L’accertamento risale al 14 aprile. Alle 15.22, in via Siora Andriana Del Vescovo, gli agenti della polizia locale hanno rilevato la presenza dei due contenitori ormai vuoti davanti all’abitazione del professionista, contestando la violazione dell’articolo 45 del Regolamento di Bacino per il servizio di gestione dei rifiuti.
Sono stati così redatti due distinti verbali, uno per il contenitore dell’umido e uno per quello del vetro. Per ciascun verbale la sanzione amministrativa è di 100 euro, ai quali si aggiungono 12, 10 euro di spese di notifica e 7, 45 euro di spese di procedimento, per un totale di 119, 55 euro. Il conto complessivo arriva quindi a 239, 10 euro.
Le ragioni del ricorso
S.C. ha scelto di non pagare immediatamente le sanzioni e ha presentato scritti difensivi chiedendone l’archiviazione. Nel ricorso spiega di aver esposto regolarmente i contenitori la sera precedente, nel pieno rispetto del calendario di raccolta di Contarina.
Il problema, sostiene, sarebbe nato il giorno successivo, quando si è dovuto assentare da casa fin dalle prime ore del mattino per impegni professionali improrogabili.
«Ho trascorso l’intera giornata come responsabile di una discarica di rifiuti inerti, rientrando a Treviso soltanto nel tardo pomeriggio, senza avere quindi la possibilità materiale di riportare i bidoni all’interno della proprietà subito dopo lo svuotamento», spiega.
Secondo il professionista non vi sarebbe stata alcuna negligenza, ma una situazione di oggettiva impossibilità dovuta al lavoro.
«Nessun intralcio»
Nella memoria difensiva viene inoltre evidenziato come i due contenitori fossero vuoti, sistemati ordinatamente lungo il confine della proprietà privata e non costituissero né intralcio al traffico né pericolo per i pedoni.
Per questo S.C. ritiene che manchi un’effettiva situazione di danno o di pericolo tale da giustificare la sanzione e chiede quindi al Comune l’archiviazione dei due verbali o, in alternativa, di essere ascoltato personalmente prima della decisione finale.
Una norma poco conosciuta
Sarà ora il Comune a valutare il ricorso e decidere se confermare oppure annullare le sanzioni. Al di là dell’esito della vicenda, il caso richiama l’attenzione su una disposizione che molti cittadini probabilmente non conoscono.
Il regolamento prevede infatti che, una volta concluso il servizio di raccolta, i contenitori non debbano rimanere sul suolo pubblico oltre il tempo consentito.
Nel caso esaminato, la permanenza dei due bidoni davanti all’abitazione è costata quasi 240 euro. Resta ora una domanda che interessa molti: chi è fuori casa per l’intera giornata per motivi di lavoro ha un margine di tolleranza oppure il ritiro dei contenitori deve avvenire comunque subito dopo lo svuotamento?
È un chiarimento che potrebbe risultare utile a tanti cittadini, soprattutto a chi, come S.C., esce di casa all’alba e rientra soltanto a sera.
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