Il giallo dell’abbazia: Alex aveva assunto l’ayahuasca

Le prime indiscrezioni sull’esito del tossicologico hanno confermato la presenza dell’erba allucinogena nel corpo del barista

Alex Marangon
Alex Marangon

Alex Marangon ha assunto l’ayahuasca la notte in cui è morto nella notte tra il 29 e il 30 giugno scorso. È quanto sarebbe emerso dall’esito dell’esame tossicologico eseguito sul corpo del barista di Marcon.

Nel corso del rito sciamanico che si è svolto nella chiesa dell’abbazia di Santa Bona a Vidor, il giovane avrebbe quindi assunto il decotto contenente l’erba allucinogena del Sud-America, una sostanza vietata in Italia.

Si tratterebbe comunque di un’indiscrezione preliminare: i risultati ufficiali verranno comunicati solo nei prossimi giorni, quando sarà consegnato il fascicolo al pubblico ministero Giovanni Valmassoi che si sta occupando del caso.

Il risultato della perizia tossicologica rappresenta un punto di svolta nell’indagine. Sulla base dei dati scientifici emersi gli inquirenti e la Procura indirizzeranno le indagini e di conseguenza potrebbero esserci presto degli indagati.

L’esame è stato svolto a Trieste, sotto la guida dell’anatomopatologo Alberto Furlanetto e seguito anche dalla consulente della famiglia Donata Favretto.

La denuncia di sparizione di Alex Marangon è arrivata ai carabinieri la notte del 30 giugno, il suo corpo è stato  trovato il 2 luglio arenato sul greto del Piave a quattro chilometri di distanza dall’abbazia.

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