Il clown assassino di It in strada a Tarzo, Bof prepara le denunce: «Immagini false»
Un software in dotazione al Comune ha confermato che le immagini di Pennywise davanti alle scuole sono state create con l’intelligenza artificiale: il sindaco Gianangelo Bof annuncia una denuncia per procurato allarme per risalire ai responsabili degli scatti diventati virali

Il Comune presenterà denuncia per procurato allarme dopo la diffusione sui social delle fotografie di Pennywise, il clown assassino di «It», comparso davanti alle scuole del paese.
Le immagini, diventate virali in poche ore e riprese anche a livello nazionale, hanno alimentato la preoccupazione tra i residenti, soprattutto tra i genitori degli alunni. Ma quelle immagini sono state costruite con l'intelligenza artificiale. A confermarlo è il sindaco Gianangelo Bof, che ha fatto sottoporre gli scatti a un software in dotazione al Comune.
Il verdetto del software
«Abbiamo inserito la foto che era stata postata ed è emerso chiaramente che era stata prodotta con l'intelligenza artificiale – spiega Bof –. Abbiamo un software che determina se una fotografia è stata realizzata con l'Ai. Anche in altre immagini sono emerse incongruenze evidenti».
Non si tratta soltanto dello scatto diventato famoso, quello del clown con i palloncini rossi in via Trevisani nel Mondo, davanti alla scuola primaria, che una donna aveva sostenuto di aver incontrato mentre era alla guida della propria automobile, attorno alle 22.30.
Chi ha inventato tutto
La fotografia era stata accompagnata dal suo racconto e da un allarme che si era diffuso immediatamente. La vicenda aveva provocato l'intervento dei carabinieri, che avevano perlustrato la zona senza trovare traccia del misterioso individuo. Sullo stesso gruppo social sono poi comparse altre immagini, sempre con protagonisti personaggi mascherati ispirati al cinema horror, davanti alla scuola.
In una si vedevano altri tre clown nel prato, un personaggio travestito da Ghostface, il killer mascherato della saga «Scream», e perfino una persona imbavagliata e legata a una sedia. «Anche in queste fotografie ci sono elementi che non tornano: una casa che non esiste e una strada che invece è sparita», osserva il sindaco.
Il sindaco: «Foto finte»
Dettagli visibili a occhio nudo, come la sgranatura dei presunti personaggi horror, che hanno rafforzato l'ipotesi che gli scatti siano stati modificati con l'intelligenza artificiale. Ieri è comparsa anche un'altra fotografia, questa volta con Ghostface, che sarebbe stato avvistato martedì sera in centro a San Vendemiano, presumibilmente in via De Gasperi.
Anche in questo caso, però, non risultano segnalazioni di persone che abbiano effettivamente incontrato il soggetto. Né l'amministrazione comunale sanvendemianese né i carabinieri hanno ricevuto comunicazioni in merito. Anche quell'immagine, postata da un anonimo sempre sul gruppo Facebook di Tarzo, appare falsa.
L’inchiesta
«In attesa degli esiti degli accertamenti da parte dei carabinieri, presenteremo una denuncia per procurato allarme», annuncia Bof. L'obiettivo è risalire a chi ha creato e diffuso le immagini, soprattutto per le conseguenze che hanno avuto sulla comunità. Dietro a quello che qualcuno potrebbe liquidare come uno scherzo si è infatti innescata una catena di segnalazioni e preoccupazioni, con persone convinte di trovarsi di fronte a un pericolo reale.
Intanto il caso ha superato rapidamente i confini del paese. La fotografia di Pennywise ha fatto il giro del web, attirando l'attenzione nazionale e trasformandosi in un tormentone.
Fake e virale
Nei gruppi facebook del Vittoriese sono comparsi meme, fotomontaggi e immagini ironiche che giocano sulla presenza del clown. Ma il tono delle prime pubblicazioni era ben diverso. Gli scatti erano accompagnati da messaggi che presentavano gli avvistamenti come fatti realmente accaduti, con tanto di riferimenti alle forze dell'ordine e inviti a prestare attenzione.
«Stasera ore 22.30 si posta davanti alla macchina in via Trevisani nel Mondo questo demente, avvisati già i carabinieri di Vittorio Veneto», scriveva un'utente sui social. Il figlio della donna aveva poi rivendicato la paternità della fotografia, sostenendo di essersi trovato davanti Pennywise mentre rientrava a casa.
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