Per l’industria un trimestre da record La produzione supera i livelli pre-Covid

Balzo del 39% rispetto al 2020 e del 9,9% sul 2019. Assindustria: «Le imprese hanno ricucito lo strappo della pandemia»
Riccardo Sandre



Il Veneto centrale macina risultati e ricuce lo strappo del 2020. Nel secondo trimestre di quest’anno l’industria di Padova e Treviso supera i livelli pre-pandemia e si conferma in piena salute anche in confronto con il 2019. A confermarlo sono i numeri: la produzione industriale balza del +39,1% rispetto allo stesso periodo del 2020 e del +9,9% rispetto al 2019. Bene la domanda interna (+47,4%), da record l’export (+61,8% rispetto al 2020) mentre gli ordinativi, sia interni che esteri (+54,2%), raccontano di una crescita destinata a perdurare anche nei mesi estivi.



Ma la congiuntura positiva dell’industria del Veneto centrale si legge anche nei dati sul lavoro: il secondo trimestre consolida il segno positivo (+2,2%, +5,1 nel metalmeccanico). Oltre metà delle imprese (53,3%, 62,4 nel metalmeccanico) assumerà nei prossimi sei mesi. Sono questi i principali risultati dell’indagine “La Congiuntura dell’Industria di Padova-Treviso (consuntivo secondo trimestre 2021 – previsioni secondo semestre)” condotta da Assindustria Venetocentro in collaborazione con Fondazione Nord Est, su un campione di 520 aziende manifatturiere e dei servizi delle due province.



Nel secondo trimestre 2021 l’indice della produzione industriale (+39,1%) segue a un primo trimestre già in positivo (+11,2%) e porta la crescita dei primi 6 mesi del 2021 a raggiungere un più che confortante +25,2%. L’andamento è differenziato tra settori e aziende: le performance migliori arrivano dal settore metalmeccanico (+41,6%) e dalle imprese con 20-49 addetti (+47,3%). La domanda interna accelera, sostenuta anche dai consumi, con un aumento tendenziale del +47,4% (+12,5 nel primo trimestre).



Il sostegno viene soprattutto dagli scambi con l’estero, che tornano a correre del +61,8% rispetto a un anno prima (+33,9 nel semestre), ben oltre il mero rimbalzo statistico, oltre i livelli pre-Covid, grazie agli scambi mondiali in aumento e all’accelerazione delle vendite extra-UE (+87,3%). Il robusto rimbalzo degli ordini (+54,2%), più marcato nel metalmeccanico (+65,1), anticipa che tale tendenza continuerà anche nei mesi estivi. Migliora l’orizzonte di lavoro (oltre 3 mesi per il 38,4%). L’indice dell’occupazione aumenta fra aprile e giugno del +2,2% su base annua, più del doppio nel metalmeccanico (+5,1%), grazie alla pressione produttiva, oltre l’effetto degli ammortizzatori sociali.



Il rialzo della domanda infiamma i prezzi delle materie prime: si impenna al 91, 3% (dal 78,3%, 15,8 nel secondo trimestre 2020) la quota di imprese che riscontra pesanti rincari di metalli e componentistica, alimentari, materie plastiche, legno. L’indice di fiducia delle imprese continua a segnalare un miglioramento del contesto economico, le attese sui prossimi sei mesi sono a livelli elevati, ma ci sono anche timori su nuovi rischi per gli effetti della variante Delta del Covid, per l’aumento dei prezzi e la carenza di materiali. «Nonostante l’eredità pesante della pandemia - dichiara Leopoldo Destro, presidente di Assindustria Venetocentro - il sistema produttivo di Padova e Treviso ha ripreso a marciare con ritmi senza precedenti, anche nei mercati esteri, grazie alla determinazione, capacità di adattamento e riorganizzazione degli imprenditori». «I risultati della nostra indagine - commenta Federico Zoppas, consigliere delegato di Assindustria Venetocentro per l’Ufficio Studi - confermano e rafforzano i segnali di miglioramento già delineati a inizio anno. La ripartenza sta acquistando velocità, coinvolgendo anche settori e tipologie dimensionali che nei mesi scorsi avevano manifestato maggiore incertezza». —



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