Barricate di Ascom e sindacati per il polo Amazon in arrivo

Mega polo Amazon in arrivo a Roncade, dopo i sindaci della zona anche l’Ascom Confcommercio provinciale alza le barricate: «Siamo alla logica dell’assurdo», dice il presidente provinciale Federico Capraro, «Rischiamo di avere due poli Amazon nel raggio di soli 5 chilometri, a Roncade e a Casale. Servono davvero? A chi giova? Sono in grado di dimostrare che crea occupazione vera e non altro e diffuso precariato? È questa la sostenibilità che stiamo cercando?». Sono tante le domande poste dal leader della Confcommercio trevigiana. «Contestiamo duramente» afferma Capraro «l’approccio che non parte dalla domanda reale ma solo dagli interessi del mercato. Chiediamo con forza che prevalga l’ottica sovracomunale e che sia istituito subito un tavolo di coordinamento tra amministrazioni contermini, categorie e parti sociali. Per evitare altre speculazioni, consumi inutili di suolo, false attese economiche ed occupazionali, evitando di cambiare la geografia di un territorio già sottoposto ad un alto consumo».
sindacati preoccupati
Ma anche il sindacato non ci sta e rilancia dal punto di vista occupazionale: «Che posti di lavoro saranno quelli annunciati, a centinaia, nell’ambito dell’espansione in provincia di Treviso del marchio Amazon?». Cgil e Cisl chiedono quindi al Comune di Roncade di aprire un tavolo per una contrattazione preventiva che punti a vigilare da subito il colosso dell’e-commerce, blindando il più possibile contratti, livelli occupazionali e diritti dei lavoratori. Il dibattito che si è aperto in seguito alla notizia di un insediamento della multinazionale americana in arrivo lungo la Treviso Mare, all’altezza del casello di Meolo, nel Comune di Roncade, investe anche i temi del lavoro, oltre a quelli della tutela dell’ambiente, del consumo di suolo e dell’impatto sul commercio di vicinato. La reputazione di Amazon non è delle migliori: da una celebre inchiesta del New York Times del 2015 che accese i riflettori sulle condizioni di lavoro, si arriva ai giorni nostri, con il timore, a livello europeo, che i dipendenti più attivi in ambito sindacale vengano addirittura “spiati” dalla divisione intelligence del gruppo. Emblematico è inoltre il caso dell’ex magazziniere Massimo Straccini, impegnato per tre mesi nel nuovo centro di Rovigo: dopo aver raccontato ai giornali la propria condizione di precario costretto a vivere in camper, al termine del contratto, afferma di essere l’unico della sua squadra a non aver mantenuto il posto.
«garanzie»
I sindacati dunque chiedono garanzie: «Quando si parla di insediamenti produttivi dove c’è nuovo lavoro, non possiamo non essere positivamente impressionati», esordisce il segretario generale della Cgil di Treviso Mauro Visentin, «Dobbiamo però fare alcune considerazioni. In primis il luogo. Ancora una volta si privilegia un’area vergine rispetto al recupero di spazi industriali e artigianali già compromessi. Sul fronte dell’impatto ecologico rischia di essere un’occasione persa». Secondo la Cgil, alla quantità del lavoro (si parla di nuove assunzioni tra le 400 e le 500 unità) si deve affiancare una stabile qualità: «Mi auguro non succeda ciò che abbiamo visto a Rovigo», commenta Visentin, «L’obiettivo è quello di superare il mero sfruttamento e la precarietà». Con che mezzi? «Con una contrattazione d’anticipo tra le parti sociali e la politica del territorio, perché di tutto abbiamo bisogno tranne che di tornare indietro di 50 o più anni nel rapporto tra azienda e lavoratori. Fai un investimento? Ti diamo il terreno vergine e la forza lavoro?», spiega il segretario, «Però patti chiari e amicizia lunga su orari, contratti, salari e sicurezza sul lavoro. Se la politica vuole tutelare i suoi cittadini, non deve solo festeggiare per qualche spicciolo in più di oneri di urbanizzazione».
la contrattazione
In linea anche Massimiliano Paglini, segretario generale della Cisl: «Per la contrattazione preventiva possiamo utilizzare strumenti che già ci sono, come la piattaforma sociale che da anni presentiamo ai comuni della Marca, a patto di farla funzionare. Rispetto ai diritti sindacali, Amazon non brilla» ricorda Paglini «quindi vigileremo sull’inserimento del sito nel nostro territorio, e chiediamo che sia apra un tavolo. Anche se è un colosso non può, bypassare contratti collettivi nazionali frutto di 70 anni di lotta sindacale». —
Matteo Marcon
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