Its, il paradossi dei tecnici: «Le aziende li richiedono, ma non ci sono gli studenti»

Il calo demografico e la difficoltà di attrarre studenti mettono alla prova gli Its della provincia di Treviso. Il dirigente dell’Iis Einaudi-Scarpa Massimo Ballon: «Orientamento fin scuole medie per far conoscere ai ragazzi le opportunità offerte dai percorsi tecnici e professionali»

Valentina Calzavara
Il dirigente dell’Iis Einaudi-Scarpa Massimo Ballon
Il dirigente dell’Iis Einaudi-Scarpa Massimo Ballon

Dopo la forte spinta arrivata negli ultimi anni dal Pnrr, le scuole di alta specializzazione tecnologica post-diploma in provincia di Treviso si trovano a fare i conti con una combinazione negativa di fattori: il calo demografico e la difficoltà di intercettare nuovi studenti, mentre le aziende cercano giovani lavoratori ma restano spesso a bocca asciutta. Una situazione a macchia di leopardo, tra corsi saturi e alcuni in difficoltà.

Ad esempio, l’istituto Einaudi-Scarpa di Montebelluna ospita due realtà formative legate direttamente al tessuto produttivo locale: l’Its Meccatronico e l’Its Cosmo per lo Sport System, quest’ultimo, pensato per rispondere alle esigenze del distretto della calzatura. Se il primo continua a registrare interesse da parte delle imprese e buone prospettive occupazionali per i diplomati, il secondo quest’anno non è riuscito nemmeno ad avviare il corso per mancanza di iscritti.

Il collo di bottiglia

A riportare la situazione nella Marca Trevigiana è il professor Massimo Ballon, dirigente scolastico dell’Iis Einaudi-Scarpa, che invita a leggere con attenzione il divario tra domanda e offerta. «Il problema principale è che il collo di bottiglia si trova già a monte. Il calo demografico lo vediamo prima ancora negli istituti superiori tradizionali, dove diminuisce il numero dei ragazzi che scelgono determinati indirizzi. È una questione che inevitabilmente si ripercuote anche sui percorsi post-diploma. Non possiamo pensare che gli Its siano immuni da una trasformazione che sta interessando l’intero sistema scolastico» dice Ballon.

Emblematico quanto sta accadendo all’indirizzo di Meccanica dell’Einaudi-Scarpa: «Quest’anno abbiamo 13 iscritti in prima superiore, quando avremmo richieste da parte delle aziende per oltre un centinaio di ragazzi. Il gap è lampante tra un sistema produttivo che cerca competenze tecniche e professionali, e una disponibilità di giovani che non è sufficiente a soddisfare la domanda» prosegue il dirigente scolastico.

Dialogo col territorio

Un paradosso evidente che in tutti i modi si cerca di tamponare. «Noi, come istituto tecnico e professionale, cerchiamo di mantenere un dialogo costante con il territorio. Abbiamo avviato anche l’apprendistato duale, che consente ai ragazzi di trascorrere molte più ore in azienda durante il percorso formativo. Le imprese sono molto interessate, perché possono conoscere i giovani, accompagnarli nella crescita e, nel giro di un paio d’anni, formare persone preparate da assumere», continua Ballon.

Tornando all’Its Cosmo per lo Sport System, creato per formare figure specializzate per il comparto della calzatura e del sistema moda, uno dei settori caratterizzanti dell’economia pedemontana, il quadro è mutato. «Alcuni ragazzi restano fuori dalle possibilità di inserimento in azienda e, contemporaneamente, è diminuito l’interesse verso questo percorso. Quest’anno non è stato raggiunto il numero minimo di iscritti e il corso non è partito. È un fatto significativo, soprattutto se consideriamo che nei primi anni avevamo classi di 20 studenti», sottolinea il preside.

La richiesta

Diversa la situazione dell’ITS Meccatronico che, invece, continua a mantenere una buona tenuta. «Qui la richiesta delle aziende rimane elevata. I ragazzi trovano collocazione subito, e il sistema produttivo fa di tutto pur di garantirsi giovani con competenze meccaniche, elettroniche e legate all’automazione, sempre più importanti nei processi industriali». Tra i profili maggiormente richiesti nel Trevigiano ci sono quelli legati alla meccanica, manutenzione, informatica e costruzioni. Il settore edile cerca tecnici e geometri, così come il comparto meccanico continua ad avere bisogno di personale qualificato. L’informatica rimane un ambito molto richiesto, anche alla luce delle trasformazioni legate all’intelligenza artificiale.

Per Ballon, tuttavia, la questione non può essere affrontata soltanto aumentando l’offerta formativa o moltiplicando gli incontri su scala locale. Il nodo centrale è l’orientamento, che dovrebbe cominciare molto prima del diploma. Una sfida culturale, prima ancora che formativa, che chiama in causa anche la capacità di superare vecchi preconcetti.

Le opportunità

«La scelta di un percorso tecnico o professionale non deve essere considerata un ripiego rispetto al liceo: conoscere le opportunità del territorio e le prospettive offerte dagli Its significa poter scegliere meglio» conclude il professor Ballon «non basta qualche iniziativa, bisogna entrare nelle scuole medie, far conoscere ai ragazzi che cosa possono fare dopo la maturità, spiegare quali opportunità esistono e quali competenze vengono richieste. Serve un orientamento dinamico, capace di creare un effetto trascinamento e di aiutare gli studenti a scegliere in maniera consapevole. Troppo spesso le iscrizioni vengono fatte quasi casualmente»

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