Rapina e abusi sessuali al B&B Arrestato al posto di blocco

I carabinieri lo fermano per controllare se può spostarsi per andare al lavoro E scoprono che contro di lui c’è un ordine di carcerazione: deve scontare 4 anni



È incappato in un posto di blocco dei carabinieri che volevano controllare se avesse il permesso per spostarsi. Lui, un marocchino di 31 anni, il permesso ce l’aveva perché doveva andare al lavoro. Ma non sapeva che sul suo capo il tribunale di Sorveglianza aveva emesso un ordine di carcerazione perché deve scontare una pena a 4 anni per aver rapinato, picchiato e molestato sessualmente la titolare di un B&B di Silea. Quando i carabinieri della stazione di Spresiano si sono accorti del fatto gli hanno notificato l’ordine di carcerazione ed hanno portato nel carcere di Santa Bona il marocchino. Si tratta di Rida Ray, classe 1989.

il fatto

La vicenda risale al 12 aprile 2018 quando il giovane marocchino fu arrestato dai carabinieri della compagnia di Treviso con l’accusa di rapina aggravata, lesioni e anche di violenza sessuale. L’uomo, di nome Rida Ray, da due giorni era alloggiato in un B&B di Silea. Aveva appena iniziato a lavorare come pizzaiolo in un locale della zona ed il suo datore di lavoro l'aveva alloggiato al B&B di Silea in attesa di trovargli una sistemazione definitiva.

l’aggressione

E poco dopo le 9 di quella mattina, il marocchino chiama la titolare del B&B dove è alloggiato e l'attira nella sua stanza con una scusa. Le dice che il letto è rotto e le chiede di entrare per verificare il danno. La donna, ignara di quello che passa per la testa del marocchino, entra nella stanza ma viene subito minacciata con un coltello da cucina e legata alle mani. Per poco più di un'ora, la donna rimane in balìa del rapinatore che la minaccia, rifiutando i 50 euro che la titolare del B&B teneva nel suo portafoglio, perché gli servivano almeno 150 euro. In questa occasione la palpeggia. «Sembrava avesse assunto qualche sostanza perché era visibilmente agitato. Sono stati momenti di autentica paura per me, finché non l'ho convinto ad accettare i soldi che sarei andata a prendere al bancomat. Purtroppo non c'era nessuno al B&B perché erano tutti usciti», ha spiegato la donna.

l’arresto

Il marocchino sale in auto e accompagna la titolare del B&B al bancomat di un istituto di credito di Roncade. «Ho prelevato 150 euro - aveva raccontato a suo tempo la donna - e gli ho subito dato i soldi. Non aveva il coltello perché l'aveva lasciato al B&B ma per timore che mi aggredisse ho fatto quello che mi ha ordinato. Mi ha poi ordinato di accompagnarlo a Preganziol. L'ho fatto scendere sul Terraglio, davanti a Falcon. Non appena uscito dall'auto ho chiamato i carabinieri». I militari dell'Arma dei carabinieri l'hanno ritrovato pochi minuti più tardi, non lontano dalla zona dove era stato lasciato. Alla vista dei militari il marocchino non aveva opposto resistenza e, su disposizione del pubblico ministero Mara Giovanna De Donà, era stato arrestato per rapina aggravata, lesioni e violenza sessuale. Accuse per il quale era stato condannato alla pena di 4 anni e sei mesi di reclusione.

il controllo

Nel primo pomeriggio di giovedì, il controllo a Spresiano. Il marocchino era convinto di farla franca. Ed in effetti, il suo permesso per spostarsi per lavoro era regolare. Ma non sapeva che la sua condanna era passata in giudicato e per lui le porte del carcere si sono spalancate. —



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