«Con i profumi Acca Kappa abbiamo stregato la Cina»

Da fuori ha lo stesso aspetto di quando, 150 anni fa, Hermann Krull, commerciante prussiano, decise di mettere radici a Treviso dopo tanto girovagare tra i mercati di Savona e Venezia. Oggi anche l’anima di Krull, le cui iniziali hanno dato il nome all’azienda, sopravvive all’interno di Acca Kappa, nello stesso edificio di pietra e mattoni che si affaccia su Viale Luzzatti, grazie all’opera della pronipote Elisa Gera, titolare, proprietaria e amministratrice delegata di un gioiellino da cinquanta dipendenti, quasi otto milioni di fatturato e prodotti di lusso che si trovano negli aerei, negli alberghi, negli store dei brand del lusso o nelle camere dei sultani d’Oriente. «Andremo avanti così, con la nostra anima artigianale, in questo spazio» racconta oggi Elisa, anima “local” ma sguardo quanto mai globale, dalla Cina agli Stati Uniti.
Quest’anno Acca Kappa festeggia 150 anni, cosa dobbiamo aspettarci?
«Vogliamo continuare a essere un’azienda di riferimento nel mondo del lusso e dei prodotti di bellezza. Produciamo ed esportiamo fragranze e prodotti per il corpo e i capelli, ci conoscono da sempre per le spazzole e gli spazzolini da denti. Siamo presenti in oltre 150 Paesi del mondo, a fine ottobre apriremo il primo monomarca in Italia, a Milano, all’inizio dell’anno prossimo avremo un museo aziendale qui a Treviso».
A proposito: un’azienda globale come la vostra in una sede a ridosso di un centro storico. Progetti per un trasloco in spazi più ampi?
«No, assolutamente. Anzi, questa sede e questo territorio sono un valore aggiunto per la nostra attività, che da un certo punto di vista definirei ancora “artigianale”. Quando vengono qui clienti, distributori e agenti li accompagniamo in centro a Treviso e restano estasiati. È un territorio che può dare molto. Anzi, mi permetto di suggerire una cosa ai miei colleghi: investiamo in questa area geografica, abbiamo avuto il riconoscimento Unesco per le colline e arriveranno le Olimpiadi in montagna. Per connetterci a tutto il mondo c’è internet».
Per crescere ancora come dimensioni terrà il timone nelle sue mani o è pronta ad aprire a nuovi investitori?
«Siamo un’azienda familiare e resteremo così. Ci sono persone che lavorano con noi da tre generazioni, compresi alcuni agenti».
A proposito: che figure professionali lavorano in Acca Kappa?
«Come detto siamo praticamente un’azienda artigiana, tutte le spazzole vengono rifinite a mano. Servono falegnami con una grande esperienza, meccanici, giovani con formazione professionale desiderosi di imparare».
Quanto è difficile trovarne?
«È difficile, ma quando li troviamo vengono affiancati dai nostri tecnici più esperti e crescono in azienda».
I profumi di Acca Kappa come nascono?
«L’ufficio tecnico sviluppa le idee, poi ci avvaliamo di laboratori esterni. Ma tante fragranze sono fonte direttamente della mia ispirazione».
E a cosa si ispira?
«Sempre al nostro territorio. Il calicantus, per esempio, è una pianta che cresce solo qui. Cerco di far riprodurre le fragranze percepite nei giardini, lavoriamo con i “nasi” profumieri dei laboratori che traducono in concretezza le nostre sensazioni».
Il profumo a cui è più legata?
«Probabilmente il primo, quello al muschio bianco, nato nel 1997, che ha aperto la strada a tutto il resto. Piace molto, ci ha permesso di entrare negli alberghi e nelle linee aeree».
Vendere prodotti di lusso in un Paese in perenne crisi non dev’essere semplice, vi spaventa il rischio-Italia?
«In Italia abbiamo uno zoccolo duro di clientela. L’estero, che pesa per circa il 60%, ci mette al sicuro dal rischio Paese. Andiamo forti in Cina e lontano Oriente, dove sono molto apprezzati i prodotti Made in Italy di qualità. Una volta è venuta a trovarci una blogger cinese: ha fatto una diretta Facebook dalla nostra azienda seguita da centinaia di migliaia di persone. Abbiamo capito che c’è un intero continente da conquistare. E su Stati Uniti e Medio Oriente punteremo sempre più forte». —
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