Donadon va all’attacco «Pronti a chiedere i danni»

«Possiamo solo sperare in un ravvedimento della commissione, ma non possiamo permetterci altri 240 giorni di iter: aprendo il cantiere a gennaio, finiremmo forse per l’anno scolastico 2019/20. Se sarà così, chiederemo i danni patiti». Si parla di una causa da 30 milioni almeno... Riccardo Donadon, il giorno dopo lo stop della commissione regionale che gli ha prescritto di seguire l’iter canonico della Via per il suo H-Campus, il superpolo formativo dai 3 ai 30 anni, fatica ancora a trattenere la rabbia. Lo confortano solo le 3.700 firme arrivate ieri all’appello di H-Farm o diffuso in rete: «Lasciateci fare la nostra scuola». Giovani, imprenditori di start-up, studenti, e Michele Bugliesi, rettore di Ca’ Foscari.
Difende le sue ragioni, mentre il titolo cala in Borsa. E lo fa anche a fronte dell’unanimità della commissione (11 voti su 11 per l’assoggettamento). Anche a fronte della linea della Regione, che fa quadrato sulla commissione terza e di nomina della giunta. «Avessero optato subito per la Via, ora il cantiere sarebbe avviato» diceva ieri un veterano ai piani alti di palazzo Balbi.
Il nodo. In Regione sono certi: H-Farm avrebbe subito dovuto optare per la Via. Ma Donadon & Co. hanno pensato che su H-Campus bastassero Vas (primo filtro, la sostenibilità) e l’accordo di programma con la giunta, per puntare, infine, sullo screening Via, procedura ridotta. La commissione tecnica indipendente, sin da quando aveva approvato la Vas con prescrizioni, individuava nella Via l’iter corretto per appianare i punti critici. In Regione fanno poi notare come sia aeroporto Canova e nuovo Ca’ Foncello abbiano imboccato subito la... Via canonica. E un commissario ribadisce. «Tutti possono farsi una casa, ma l’abitabilità non si può eludere; i vigili devono vedere se tutto è in regola». Come dire: non ci sono scorciatoie per nessuno.
I “sassolini” di Donadon. Ma l’imprenditore rovescia il quadro: «Ma pensate che avremmo perso 40 mesi, senza ampie rassicurazioni? Che avremmo scelto gli iter sbagliati? Ci è sempre parso di soddisfare le istanze della commissione, l’accordo di programma era chiaro, anche legalmente», ribadisce il giorno dopo, «per ritrovarsi punto a e capo. Non facciamo né un inceneritore, né una centrale nucleare, ma una scuola. Ma a un certo punto si è eretto un muro, specie per l’atteggiamento di un commissario, spesso due». Non vuole fare nomi. Ma continua: «I problemi idraulici sono diventati insormontabili, abbiamo perso mesi di tempo per 20 centimetri d’acqua, con tanto di piano di evacuazione di bambini e studenti approvato dalla protezione civile». E ancora. «Si sono tirate dentro istituzioni terze e opere estranee al progetto, come il condotto sotto il Sile che è di Piave Servizi, perché è la fognatura per il campus: ma il campus è dall’altra parte, non tocca neanche le rive del Sile».
L’appello ai commissari. Per Donadon c’è un modo per salvare il progetto: «Spero che la commissione ci prenda per mano e dica cosa dobbiamo fare», conclude, «ma senza perdere altri 8-9 mesi. E’ quel che avrebbe dovuto fare da subito: a fronte di 65 milioni investiti, con 8,5 milioni annui di indotto sul territorio, 500 famiglie che dipendono dal Campus, non chiediamo corsie preferenziali, ma nemmeno perder tempo e buttar via 40 mesi. La Carron ha fermi 350 operai».
Qui Ca’ Foscari. «H-Campus è di grande interesse per il territorio e per le sinergie con l'Università», dice Michele Bugliesi, rettore di Ca’ Foscari, «Nel pieno rispetto del procedimento amministrativo, auspico che il Campus veda presto la luce per creare opportunità di studio e lavoro. Continuiamo a credere nel progetto, nel rispetto di tutti i requisiti».
Azzalin pressa Zaia. Il consigliere del Pd Graziano Azzalin annuncia un’interrogazione a governatore e giunta. «Dica Zaia, se si vuole o no l’H-Campus: va a Parigi per “salvare” la candidatura Unesco del Prosecco, ma non muove un dito su H-Farm» dice Azzalin, «al di là del merito, è intollerabile che la commissione Via impieghi 40 mesi per decretare l’assoggettabilità alla Via. «E’ questa è l’efficienza veneta per cui si chiede maggiore autonomia? Oppure, riservando ettari al Prosecco ci sarebbe stato un altro trattamento?»
Gli under 30 di Manildo. E 14 esponenti under 30 dello schieramento di Manildo, candidati e non - Gabriella Caamano, Andrea Calianno, Virginia Camolei, Paolo Chiarella, Fatima Diop, Alessandro Landi, Claudio Leonarduzzi, Martina Lovat, Silvia Merli, Stefano Pelloni, Enrico Perissinotto, Marco Raccamari, Nicolò Rocco e Sara Vianello - lanciano un appello perché il Campus non emigri a Milano. «Treviso è capoluogo di un territorio che non merita di essere periferia dei grandi processi di innovazione», scrivono, «non vogliamo pensare che i giovani talenti possano realizzarsi solo andando all'estero o a Milano, faremo quanto possibile perché l'amministrazione trevigiana continui a essere regista di uno sviluppo che dia prospettive ai giovani. H- Campus o il campus Treviso di Ca' Foscari rivestono un ruolo centrale per la competitività e l'attrattività di Treviso».
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