Turismo, serve una scossa «Rilanciare Opitergium»

ODERZO. Rilanciare le aree archeologiche per rilanciare la città. La proposta arriva dal segretario Pd opitergino, Sandro Martin, che fa suo l'appello lanciato tempo fa da Toni Follina: secondo l'architetto, Oderzo doveva riscoprire le proprie radici turistiche tralasciando la sua più recente trasformazione commerciale. Insomma: meno negozi di abbigliamento in centro, che non possono reggere la concorrenza spietata dei grandi centri commerciali, e più ristoranti, alberghi e attenzione all'arte e alla storia racchiuse nelle case e nei portici del centro. «Vogliamo stimolare la sindaca Maria Scardellato a porre in pratica un'accelerazione sulla nostra città archeologica», le parole del segretario dem. La prima cosa da fare allora è favorire la visibilità dei siti archeologici e conservarli al meglio, «senza il continuo rimpallo di responsabilità fra Comune e Soprintendenza». E poi è necessario che i siti siano indicati meglio, anche con un'adeguata cartellonistica o con dei simboli da posizionare sui marciapiedi, in grado di indirizzare i turisti ai luoghi della romanità opitergina: «So bene che la proposta è già stata avanzata tempo addietro, ma le cose sono due: o non si riesce a posizionare quattro cartelloni, oppure manca la volontà politica di farlo» è l'affondo di Martin. «Il nostro obiettivo deve essere quello di creare alcuni percorsi archeologici a disposizione dei turisti. In questo modo si riuscirebbe a conservare e valorizzare al meglio anche i nostri reperti». Il turismo, a Oderzo, sta diventando sempre di più un aspetto della vita cittadina da non sottovalutare. I dati diffusi dalla Regione Veneto dicono che nel 2016 sono arrivate nel territorio dell'Opitergino Mottense poco più di 18mila persone, che hanno dormito nel territorio per 43.781 notti: i turisti di un anno non raggiungono solo per poco la popolazione di Oderzo, 20mila abitanti. Numeri davvero importanti, che Martin chiede di sfruttare appieno: «Dobbiamo collegarci alle promozioni fornite dalle agenzie e sfruttare i molti che dormono dalle nostre parti per visitare Venezia». La sua richiesta è quella di informare e suscitare la curiosità a proposito delle vestigia romane in chi dorme a Oderzo per poi dirigersi verso la laguna. «Servono pochi investimenti per creare e segnalare dei percorsi archeologici pedonali. Ricette facili nel turismo non ce ne sono, ma il turista oggi rischia di perdersi per la poca segnaletica». I percorsi culturali sarebbero chiaramente a disposizione anche degli opitergini, che potrebbero conoscere meglio la propria città, e darebbero un'alternativa turistica al centro storico, che ora vede la sua connotazione commerciale in forte crisi. Martin rilancia anche l'idea di creare un'area attrezzata per i camperisti nel Foro boario nuovo, un settore turistico in espansione che ha messo gli occhi da tempo su Oderzo e la sua campagna. Il secondo raduno di camperisti (dopo il primo, svoltosi nel 2017) sarà organizzato in maggio al Foro boario nuovo. Attesi decine di camper.
Niccolò Budoia
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