Treviso, è emergenza profughi: arriva l'esercito

Venti Lagunari da venerdì 28 luglio  a Treviso, Casier e Oderzo. Tutte sedi dei centri per profughi
Pucci Treviso Controlli MIlitari Aeroporto Canova agenzia fotografica foto film - ZAGO A PAGINA 17
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TREVISO. A distanza di anni dall’ultimo impiego sul territorio, i militari tornano a presidiare i luoghi sensibili della provincia di Treviso. Dopo l’esperienza fatta nel 2011 all’aeroporto di Treviso, da oggi l’esercito entra in servizio con venti uomini tra Treviso, Casier, Oderzo: esattamente i tre Comuni che ospitano i due centri ministeriali per l’accoglienza dei richiedenti asilo. A chiamarli al servizio di sicurezza il prefetto Laura Lega, che nelle scorse settimane aveva chiesto al ministero di aumentare le dotazioni delle forze di polizia sul territorio.

Sarà un contingente del reparto di fanteria da assalto anfibio dei Lagunari, che sbarcherà in provincia con i propri mezzi e «verrà impiegato», ha spiegato la prefettura, «come stabilito durante il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto lo scorso 24 luglio». I militari lavoreranno «in stretta sinergia con le Forze di Polizia e, in base a un’attenta valutazione delle istanze di sicurezza provenienti dal territorio, a partire dai distretti territoriali dei comuni di Treviso, Casier e di Oderzo», dove sono concentrati oltre milletrecento richiedenti asilo tenuto conto soprattutto della capienza della ex caserma Serena (si trova fra Treviso e Casier) che ospita 700 migranti, e della ex caserma Zanusso di Oderzo che accoglie circa 300 profughi.

«Si tratta di un impiego mirato che punta ad innalzare il livello di sicurezza del territorio e la sua percezione nei cittadini», spiega il prefetto Laura Lega, «che conferma la linea d’azione severa intrapresa dalla Prefettura al riguardo». L’impiego dei militari sarà coordinato attraverso una specifica ordinanza della Questura che in accordo con il ministero ha stabilito una serie di priorità e metodologie di intervento.

«Il contingente militare verrà impiegato nella vigilanza dinamica per aree ed obiettivi in complementarietà al dispositivo del servizio Coordinato del Controllo del Territorio», fanno sapere da piazza dei Signori lasciando intendere che il presidio dei Lagunari potrebbe non riguardare comunque solo i due grandi centri di accoglienza gestiti proprio dal ministero e da tempo sotto l’obiettivo sia della battaglia politica, sia dei sospetti e delle paure di vari residenti anche a seguito di alcuni problemi di ordine pubblico che avevano riguardato migranti e che comunque – a ragion del vero – erano stati presto risolti dalle forze dell’ordine senza creare particolari problemi. Treviso si allinea così alle scelte fatte in altri capoluoghi del Veneto dove sicurezza e alta presenza di migranti – tra regolari e richiedenti asilo – avevano già indotto a richiedere l’intervento dell’esercito, a lavoro in pattuglie miste con le forze dell’ordine. È il caso di Padova e Venezia, dove camionette e jeep mimetiche sono già in strada da parecchi mesi.
 

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