Il direttore del Credito paga per BpVi

VEDELAGO. C’è anche il nome dell’attuale direttore generale di Credito Trevigiano Bcc, Claudio Giacon, 55 anni, nella lista degli ex manager della Banca Popolare Vicentina multati dalla Consob per la vicenda legata alla vendita delle azioni dell’istituto di credito della città Berica. L’Autorithy ha usato una mano più pesante proprio nei confronti di Giacon e di altri due manager (l’allora direttore generale Samuele Sorato e il suo vice Emanuele Giustini), infliggendogli non soltanto una multa di 130.000 euro ma anche riconoscendogli il comportamento doloso con conseguente perdita dei requisiti di onorabilità per un periodo di cinque mesi, con sospensione dell’attività professionale, salvo ribaltamento in appello. Agli altri manager aziendali, oltre alle multe, è stata applicata una sanzione amministrativa accessoria minore “a titolo di colpa”.
Una grana, di riflesso, per il Credito Trevigiano Bcc di Vedelago. Innegabile che l’umore nella sede centrale della banca, a Fanzolo, non sia dei migliori.
Ed ora cosa succede? La risposta del presidente del Credito Trevigiano, l’avvocato Piero Pignata, è secca e non lascia spazio a tentativi di ulteriori domande: «No comment». Pignata si limita soltanto ad aggiungere: «Non ne so niente. Non ci è stato notificato niente né abbiamo ricevuto alcuna comunicazione».
È facile ipotizzare che Giacon e gli altri ex manager della Bpvi abbiano impugnato davanti agli organi competenti, in questo caso la Corte d’Appello, le sanzioni amministrative ed accessorie della Consob e che, quindi, l’operatività dell’attuale direttore generale della banca di Vedelago, per il momento, non sia intaccata. Certo è che le sanzioni della Consob rappresentano comunque una fastidiosa spada di Damocle sul direttore del Credito Trevigiano.
Almeno finché la vicenda non sarà definitivamente risolta nelle sedi competenti.
Nella delibera, pubblicata sul sito dell’Authority qualche giorno fa, che prende in esame la quinta di sei multe che la Consob ha inflitto alla Banca Popolare di Vicenza per un importo complessivo di oltre 9 milioni di euro, si fa cenno alle argomentazioni difensive e alle controdeduzioni dei destinatari delle contestazioni all’Ufficio Sanzioni Amministrative della Consob.
Versioni che però non hanno convinto, evidentemente, gli ispettori dell’Authority. Nel periodo preso in esame dagli ispettori della Consob, Giacon ricopriva all’interno della Bpvi, un ruolo preminente come responsabile della direzione regionale del Veneto Occidentale. La Consob è arrivata a comminare una multa da oltre 3 milioni a cda, manager e sindaci della Bpvi per la vendita delle azioni nel periodo tra il 2014 e 2015 e contesta la violazione dell’articolo 94, comma 1, del decreto legislativo numero 58 del 1998 ossia la mancata pubblicazione preventiva di un prospetto, approvato dalla Consob, dei prodotti finanziari offerti ai clienti.
A questo proposito, nella delibera in cui vengono spiegati i motivi delle sanzioni inflitte, la Consob sottolinea “la gravità obiettiva della violazione” che non ha assicurato “la tutela degli investitori con un’adeguata informativa sui rischi delle operazioni” e “la durata dell’offerta svolta in assenza di prospetto, protrattasi per oltre un anno, dal primo gennaio 2014 al 28 febbraio 2015” concretizzatasi con 6.351 operazioni di vendita.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








