È morto Danilo Soligo Il pittore delle chiese che dipinse per il palio

MONTEBELLUNA. Si è spento ieri mattina, all'età di 96 anni, Danilo Soligo, uno dei più noti artisti montebellunesi, autore di affreschi in varie chiese in Italia e all'estero e pittore che prediligeva le nature morte, i paesaggi, i ritratti. Era ammalato da tempo e ieri mattina il suo cuore si è fermato. Nativo di Trevignano, abitava a Montebelluna, dove aveva il suo studio.
La passione per l'arte aveva cominciato a coltivarla quando seguiva il padre impresario impegnato nei restauri degli affreschi delle chiese. E l'affresco era una delle sue eccellenze, tanto che parecchie chiese sono adornate con le sue opere: come quella di Guarda e Caonada, e come tante altre. Nel Duomo cittadino c'è poi la sua Via Crucis, l'aveva dipinta lui e poi ne aveva fatto dono alla parrocchia, come nel Duomo ci sono pure alcune sue tele.
A 15 anni lo aveva iniziato alla pittura il padre, decoratore di chiese. Aveva acquisito poi la formazione nel campo della pittura da Luigi Bizzotto, uno dei migliori allievi di Ettore Tito. Dopo aver ottenuto a soli 19 anni un prestigioso riconoscimento a Roma con un'opera esposta alla Farnesina, era stato chiamato alle armi.
Al suo ritorno si era diploma all'Accademia di Belle Arti a Venezia. Dopo di che aveva Iniziato un'intensa attività di realizzazione di grandi cicli di affreschi di rilevante dimensioni nelle chiese parrocchiali del Nord Italia, tra le quali Caonada, Mercato Vecchio e Guarda.
Nel 1957 si era recato in Canada dove aveva proseguito tale attività con ottimi risultati. Era rientrato quindi a Montebelluna nel 1977 dove aveva aperto il suo studio.
Il suo studio era anche meta di quanti avevano bisogno di restaurare delle tele. Era considerato infatti uno dei più valenti restauratore di dipinti. Intensa era stata anche la sua attività espositiva e l'ultima mostra l'aveva tenuta a Nervesa, quasi una restrospettiva di tutta la sua storia artistica, un omaggio al Soligo pittore, che lui, sempre restio a essere in primo piano, sempre umile negli atteggiamenti quasi non voleva che fosse fatta. Soggetti religiosi per le chiese, e poi nature morte, paesaggi, ritratti, questo era il suo campo.
Soligo non aveva fatto parte di alcuna avanguardia, restando sempre fedele al suo stile. Era un maestro del disegno e fino allo scorso gennaio, quando ormai non era più in grado di raggiungere lo studio, prendere i pennelli e imprimere sulla tela le sue nature morte, era tornato al disegno. Era stato lucido fino all'ultimo e ieri mattina si è spento.
I suoi funerali dovrebbero essere celebrati giovedì alle 15 in Duomo a Montebelluna, nella chiesa che ospita la sua Via Crucis e alcune sue tele. Alla cerimonia è attesa la partecipazione di tanta gente che l’aveva conosciuto e apprezzato. Anche nel municipio di Montebelluna, nell'ufficio del sindaco, ci sono quattro tele frutto di un omaggio che ha voluto fare al suo Comune, quattro nature morte dipinte ad olio dalle dimensioni 50x70 che Danilo Soligo aveva voluto donare perché arricchissero il municipio della sua città. Soligo era stato anche autore di uno dei drappi del Palio del Vecchio Mercato. L’artista ha lasciato la moglie Regina Levis e i figli Antonella, Davide, Francesco e Stefano.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








