Il bimbo è volato giù dalla finestra per lanciare le chiavi

Il dramma alle Stiore: il piccolo si era chiuso in camera con la sorella, la madre gli ha fatto gettar fuori il mazzo per recuperarlo e liberarli

TREVISO. Fratellino di quattro anni e sorella di sei si erano chiusi a chiave in camera. Forse per gioco, oppure per sbaglio. Poi, però, non riuscivano più ad aprire la porta. La mamma, dal corridoio, ha consigliato: gettate le chiavi dalla finestra, così le recuperiamo giù e poi apriamo da fuori.

Bimbo caduto dalla finestra: è in condizioni gravissime ma stabili

La tragedia di venerdì alle Stiore è iniziata così. Il bimbo di quattro anni, dopo il lancio delle chiavi dalla finestra della sua cameretta al terzo piano del condominio del “Gazzettino” - forse le ha tirate lui, forse la sorella - si è sporto per guardare la traiettoria. Curiosità fatale: il piccolo si è sbilanciato, volando per circa dieci-undici metri e cadendo rovinosamente sull’asfalto del cortile antistante i garage condominiali. È tuttora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Ca’ Foncello, ma secondo fonti vicine alla famiglia ci sarebbe stato qualche miglioramento e il piccolo potrebbe aver passato le ore più difficili e delicate. Prudenza d’obbligo, la prognosi resta riservata.

Una fatalità drammatica, un finale impensabile per quello che poteva risolversi come un banale imprevisto domestico. La mamma non pensava certo che quel consiglio di lanciare le chiavi dalla finestra si potesse trasformare in una tragedia. A seguito dell’incidente, la Procura della Repubblica di Treviso ha aperto un’indagine. Il fascicolo sul tavolo del pubblico ministero Massimo de Bortoli è tecnicamente un «modello 45»: non ci sono indagati né ipotesi di reato, al momento. Sembra da escludere una possibile responsabilità penale a carico della madre: era in casa, non aveva lasciato i figli da soli. La dinamica e l’episodio delle chiavi lanciate sono stati ricostruiti dal lavoro della polizia, che ha raccolto molte testimonianze sotto il coordinamento della stessa Procura. A parlare sono state anche la madre e la sorellina del piccolo rimasto gravemente ferito da quel volo, e che ora lotta tra la vita e la morte in ospedale a Treviso.

Per recuperare le chiavi dopo il lancio stava scendendo giù in cortile un’altra bimba, undici anni, forse cugina o amica del piccolo ora in ospedale (in questi giorni la famiglia aveva ospiti). È stata lei la prima ad assistere alla drammatica scena. Sembra un miracolo che il bimbo sia sopravvissuto a un volo del genere: dalla finestra del terzo piano a terra ci saranno almeno dieci, forse undici metri. Il piccolo potrebbe aver toccato terra prima con le gambe, circostanza che spiegherebbe la frattura al femore riportata, oltre alle gravi lesioni interne. L’impatto, terrificante, sarebbe insomma stato attutito dalle gambe, evitando colpi più violenti alla testa.

Terribili le testimonianze di chi ha assistito alla scena. Come il cuoco Nisal, che si trovava nelle cucine del ristorante pizzeria al piano terra del palazzo: «Non ho visto la scena ma ho sentito il tonfo, è stato orribile», racconta Nisal, il bimbo all’inizio non dava segni di vita, sembrava morto. Poi è scesa la mamma, e ha iniziato a urlare». Scene drammatiche, con i soccorritori (il personale medico del Suem 118 di Treviso, la polizia e i vigili del fuoco) che hanno dovuto non solo dedicare le loro attenzioni al piccolo, bensì anche calmare e tenere a distanza la donna che voleva prendere in braccio il suo bambino.

Ieri l’appartamento della famiglia del piccolo è rimasto vuoto per tutto il giorno: la madre è in ospedale con lui, mentre su altri ospiti dell’immobile sono in corso verifiche da parte della polizia per accertare la regolarità dei permessi di soggiorno. In quell’appartamento, come in altri del palazzo, il viavai di persone è continuo, di diverse nazionalità ed etnie. Nato negli anni Sessanta, il palazzo oggi è diventato un contenitore di storie familiari diverse, eterogenee, multietniche. La famiglia del piccolo è di origine nigeriana. Negli ultimi mesi ha avuto problemi economici ed è finita sotto sfratto: a settembre deve lasciare l’abitazione.

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