San Lorenzo, sei famiglie senz’acqua: «Manca anche quella per la lavatrice»

Una famiglia si è recata direttamente in municipio per chiedere un intervento: «Perché, lassù, al passo di San Lorenzo, noi non possiamo avere l’acqua dell’acquedotto, per cui dobbiamo accontentarci di quella delle sorgenti, che sono però esaurite?»

Francesco Dal Mas
Niente acqua potabile dai rubinetti a casa di Alessandro Marinello
Niente acqua potabile dai rubinetti a casa di Alessandro Marinello

Tra le colline più suggestive del territorio Unesco, quelle di San Lorenzo, ci sono sei famiglie, con 16 componenti, rimaste senz’acqua. Le più sfortunate dall’estate scorsa, altre da qualche settimana, altre da qualche giorno. L’acqua per farsi la doccia o da usare per il bagno. Non l’acqua alimentare, perché questa non ce l’hanno da anni.

L’incontro in municipio

Un calvario per cui martedì 3 novembre Alessandro Marinello, uno dei capifamiglia, si è recato in municipio dall’assessore ai lavori pubblici, Giulio De Antoni, ed ha chiesto: «Perché, lassù, al passo di San Lorenzo, noi non possiamo avere l’acqua dell’acquedotto, per cui dobbiamo accontentarci di quella delle sorgenti, che sono però esaurite? A poche centinaia di metri ci sono altre famiglie, magari con vigneti, che hanno disponibilità d’acqua. Ci sono pure tre agriturismi, qualcuno persino con piscina. Beati loro. E invece c’è chi, fra noi, che con l’autobotte scende perfino a Mareno di Piave per farsi il carico». De Antoni è a conoscenza del problema, che si trascina dalle passate amministrazioni.

Nuovo incontro

Ha subito convocato un vertice, in municipio, entro la fine del mese, con tutte le famiglie interessate e con i responsabili del Consorzio Piave Servizi. Al culmine di San Lorenzo non arriva l’acquedotto di Vittorio Veneto, da una parte, dall’altra non sale quello del Comune di Tarzo. Siamo, infatti, lungo la provinciale che da Vittorio Veneto porta a Nogarole.

E proprio lassù la Provincia sta intervenendo con un cantiere da 400 mila euro per mettere in sicurezza un versante che quando arriva troppa pioggia rischia di franare sull’arteria. Il problema s’era posto, in termini pesanti, già nell’estate del 2022, quando le sorgenti s’erano messe in secca e non avevano più “buttato” per un anno e mezzo. Nei pressi transita il Cammino dell’Unesco.

Il Cammino Unesco

«Siamo invasi fortunatamente da turisti, visitatori, camminatori. È un paradosso – sottolinea Marinello – che l’area sia al centro dell’interesse mondiale e che i suoi residenti non abbiano la disponibilità dell’acqua non dico potabile, ma neppure quella per la lavatrice». Infatti, in queste settimane di penuria, la famiglia Marinello è costretta a trasferirsi per fare la doccia o la lavastoviglie. Altri lo fanno da mesi. C’è chi ha delle cisterne e col trattore scende in città per farsi la carica.

Le precipitazioni arrivano, infatti, con il contagocce. «So che analoghi problemi c’erano per i residenti di alcuni borghi dalle parti di Santa Augusta. So anche – prosegue Marinello – che in quel caso Comune e Piave Servizi si sono accordati per allungare la rete acquedottistica, per un investimento molto superiore a quello che qui sarebbe necessario».

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