Massacro di Refrontolo, funerale congiunto per la famiglia

REFRONTOLO. Martedì mattina, alle 10. Dovrebbe essere questo il momento dei funerali di Sisto De Martin, della moglie Teresa Raposon e del figlio Cristian. Di certo, saranno celebrati in chiesa a Refrontolo, e sarà un funerale congiunto, con le tre bare portate in chiesa assieme, mettendo sullo stesso piano l’aguzzino, Sisto, che ha sterminato la sua famiglia prima di togliersi la vita, e le due vittime, uccise a sangue freddo in una strage meditata, pianificata, e portata a termine con spaventosa freddezza. È la seconda volta in poco più di quattro mesi che Refrontolo partecipa di nuovo a un funerale congiunto: la prima, tristissima ricorrenza era stata giovedì 7 agosto, quando la comunità pianse le quattro vittime della tragedia del Molinetto.
Dolore e sgomento sono gli stessi, cambia tutto il resto: allora i funerali furono celebrati nel duomo di Pieve, perché a piangere erano tre paesi (Refrontolo, Pieve e Santa Lucia), e tutti volevano stringersi alle famiglie e ai parenti delle vittime. Stavolta sarà una cerimonia in tono dimesso: pochi parenti Sisto, lontani quelli di Teresa, filippina, e un paese diviso, che non sbircia nel buio di una strage che resta privata, insondabile. La certezza della data dei funerali arriverà solo oggi, dopo che l’autopsia sulle tre salme avrà detto l’ultima parola circa le modalità di esecuzione della strage. Sembra ormai appurato che Sisto si sia accanito prima sulla moglie, e poi sul figlio, che stava ancora dormendo, prima di togliersi la vita.
L’esame autoptico, però, è un tassello fondamentale per chiudere le indagini, e voltare pagina. Sarà importante anche per confermare le responsabilità dell’uomo, in vista di future, probabili vertenze legali sull’eredità lasciata dai De Martin.
«Non sarà una cosa grandiosa: prevedo poca gente, le vittime non avevano molti parenti. Nessuna perplessità sul fatto che siano esequie congiunte: i familiari hanno voluto che Sisto, Teresa e Cristian siano ricordati assieme.
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