Artuso finto amministratore Fna

L’associazione: «Mai iscritto, si era impossessato del logo. È stato diffidato»

Roberto Artuso (in foto) non è mai stato un amministratore della Fna. Non è mai stato iscritto all’organizzazione nè ha mai frequentato i corsi di aggiornamento previsto per legge dal 2013 ad oggi. È l’ennesimo incredibile retroscena di una vicenda che continua a stupire e sconvolgere la città dove il geometra amministrava decine di condomini ponendo sul portone di tutti il logo della sua “Restera” (società che aveva con la moglie Cristina Caodaglio) affiancato a quello della Fna, come se ne facesse parte. A svelare il particolare è stata ieri Ines Durante, presidente provinciale della Fna, durante un tesissimo corso di aggiornamento per gli amministratori dell’associazione. Una giornata di studio e approfondimento in cui ha tenuto banco, su tutto, lo scandalo Restera. «Quando abbiamo scoperto che Artuso (già nei guai giudiziari per i buchi al Parco Ducale e al Chiodo, ndr) utilizzava il nostro logo sulle sue targhe l’abbiamo formalmente diffidato». Dalla presidenza Fna è partita una lettera dell’avvocato. Era fine inverno. Artuso ha risposto con stupore, chiedendo di rimediare, ma «l’illecito non è stato tollerato. Artuso non è mai stati iscritto».

Ma perchè Artuso ha scelto proprio il logo della Fna? C’entra qualcosa la presidenza del big leghista Giorgio Granello (guida nazionale dell’associazione del 2010 al 2014)? Negli anni in cui era presidente Fna, Granello era infatti anche segretario provinciale della Lega, quella stessa Lega che guida Ater, che pesa in Ats e che accoglieva Artuso alle cene durante l’annuale festa provinciale del partito a Prato Fiera. Solo un caso? «Io non so perchè avesse scelto proprio il logo della Fna», incalza l’attuale presidente trevigiano, «fatto sta che oggi la sua azione lede tutta l’associazione». Ieri, durante il corso di aggiornamento, è partito l’ordine di scuderia: scovare tutti i condomìni amministrati dalla Restera e dare la caccia alle insegne fasulle, ammesso ce ne siano ancora. «Non accettiamo nè vogliamo essere più accostati ad Artuso», precisano dall’associazione. E c’è voglia di vederci chiaro. (f.d.w.)

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