Tiramisù, per la Giunti la delizia non è trevigiana

TREVISO. Che il tiramisù, dessert al cucchiaio più noto al mondo, possa avere una primogenitura friulana, e non trevigiana (come attestano, invece, Giuseppe Maffioli e l’Accademia della Cucina italiana), era già stato scritto nel mondo enogastronomico. Ora lo rimette nero su bianco anche il volume che la casa editrice Giunti presenta giovedì al Salone del Libro di Torino: “Tiramisù. Storia, curiosità, interpretazioni del dolce italiano più amato”.
Sostengono gli autori, nella prima parte del libro, con tanto di prove recuperate da ricerche di archivio e interviste con i testimoni, che il tiramisù non è nato a Treviso nel 1970 al ristorante Beccherie della famiglia Campeol, bensì in Friuli Venezia Giulia, tra Pieris di San Canzian d'Isonzo (Go) e Tolmezzo (Ud)
. Questione che non mancherà di far “indignare”, nuovamente, i partigiani dell’origine trevigiana del “tiramesù”, come lo denomina Maffioli la cui ricetta è stata depositata dal notaio, qualche anno fa, dalla delegazione di Treviso dell’Accademia della cucina. Il volume di Giunti raccoglie anche 23 variazioni sul tema ideate enti grandi chef, di un pasticcere, di un cioccolatiere e di un gelatiere. (c.s.)
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








