Calcio, il Treviso resiste e chiude 2-2 contro l’Union Brescia
Gorini gestisce le energie e cambia quattro uomini rispetto alla Pro Vercelli: Gucher torna in mezzo, Liotti si riprende la fascia sinistra, mentre è totalmente inedita la coppia offensiva Gerbi-Brevi, con quest’ultimo impiegato da falso nove

Il Treviso non muore mai. Va avanti, viene ribaltato dall’Union Brescia ma trova al 95’ l’incornata di Maestrelli che vale il 2-2 e un punto pesantissimo al Rigamonti. Quarto risultato utile consecutivo per la squadra di Gorini, che sale a quota 8 e mantiene il settimo posto nel girone A di Serie C.
Giovedì 17 settembre i biancocelesti sono tornati a calcare uno dei palcoscenici del grande calcio, lo stadio che ha visto le gesta di Baggio, Pirlo e Hubner. Una piazza, Brescia, che si sente stretta in Serie C e sogna di tornare quanto prima almeno in B. Pensare che soltanto pochi mesi fa il Treviso giocava in trasferta al San Luigi di Trieste o ad Altavilla Vicentina, dopo tredici anni trascorsi tra i dilettanti.
Sono 177 i trevigiani nel settore ospiti, circa 400 chilometri tra andata e ritorno in un turno infrasettimanale, davanti a 8.054 spettatori.
Gorini gestisce le energie e cambia quattro uomini rispetto alla Pro Vercelli: Gucher torna in mezzo, Liotti si riprende la fascia sinistra, mentre è totalmente inedita la coppia offensiva Gerbi-Brevi, con quest’ultimo impiegato da falso nove. L’Union parte aggressiva ma il Treviso regge l’urto. Senza palla si forma una linea a cinque, con i reparti stretti; in possesso Liotti e Paganini si alzano sulle fasce e la squadra prova a verticalizzare appena recupera.
Il primo tempo è bloccato. Bisogna aspettare il 39’ per la prima vera occasione: De Maria combina con Pellegrini e mette in mezzo per Zennaro, che in acrobazia manda sopra la traversa. Al 44’ ancora Zennaro recupera alto e cerca il tiro a giro, senza trovare lo specchio. Il Brescia ha più pallone e territorio ma non riesce a tradurre la supremazia in occasioni nitide.
Proprio quando i padroni di casa sembrano aumentare la pressione, il Treviso colpisce. Al 46’ Paganini spinge a destra, Cappelletti crossa e Brevi, fino a quel momento poco appariscente, sbuca sul secondo palo e di testa batte Zacchi. Primo gol in campionato per il centrocampista, tornato titolare dopo l’esordio di Trento. Il Rigamonti accompagna l’Union negli spogliatoi con una bordata di fischi.
Corini inserisce Rizzo, Gorini risponde con Odogwu, ma sono i padroni di casa a rientrare trasformati. Dopo due corner consecutivi, al 50’ il filtrante di Rizzo Pinna inganna Paganini: De Maria mette nell’area piccola, Bove respinge ma Zennaro raccoglie e firma l’1-1.
La pressione aumenta e il Treviso si abbassa
Al 67’ arriva il sorpasso. De Maria imbuca, Crespi viene chiuso dalla difesa e dall’uscita di Nobile, Rizzo Pinna raccoglie e segna. Il guardalinee segnala fuorigioco, ma comincia una lunghissima partita nella partita con l’FVS: Zoppi rivede l’azione e convalida per un tocco biancoceleste. Gorini chiede a sua volta la revisione per un possibile fallo di Crespi su Nobile. Altri tre minuti davanti al monitor e seconda convalida: 2-1.
Gorini aumenta il peso offensivo con Tommasini, il Treviso soffre ma resta aggrappato alla gara. E quando sembra finita arriva l’ultimo assalto. Al 95’ Rossi va dalla bandierina per l’ultimo corner, mette in mezzo e Maestrelli sale più in alto di tutti: incornata, rete, 2-2.
Un pareggio strappato con carattere in uno stadio da oltre ottomila persone, al termine di una partita in cui il Brescia ha prodotto di più ma il Treviso ha saputo colpire nei momenti decisivi. Il dato finale racconta bene la fatica biancoceleste: il Brescia chiude con dodici tiri contro otto e sei corner contro due, mentre il Treviso è costretto a liberare l’area ventisette volte. Eppure, dopo il doppio colpo subito nella ripresa, la squadra di Gorini non si scompone. Tiene aperta la partita, accetta di soffrire e nel finale trova energie per alzare il baricentro.
Anche i cambi servono a questo: Odogwu dà peso, Tommasini attacca la profondità e Rossi mette qualità nell’ultimo pallone. Il premio arriva quando il cronometro sembra aver già scritto il verdetto. È il segnale più chiaro: il Treviso, anche quando viene messo alle corde, continua a credere nella partita fino all’ultimo secondo e grande carattere.
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