Treviso Calcio, dopo la promozione i conti: per la serie C ci vogliono almeno 5 milioni di euro
Il salto di categoria trasformerà il Treviso in un’azienda a tutto tondo: addio società sportiva dilettantistica, il Treviso Football Club diventerà una società a responsabilità limitata. Per il salto in B di milioni ne servirebbero otto

Smaltita la sbornia di gioia per una promozione in C attesa 13 anni, in casa Treviso il tempo dei caroselli ha già lasciato spazio a quello dei calcolatori. Se il calcio di Serie D è stato il terreno dell’impresa sportiva, il professionismo è una giungla burocratica e finanziaria dove la programmazione non è un’opzione, ma l’unica garanzia di sopravvivenza. Il patron del club, Alessandro Botter, che detiene il 60% delle quote societarie, ha le idee chiare: il progetto è triennale e punta alla B, ma i passi devono essere misurati e sostenuti da solide basi economiche.
Per affrontare il primo anno di professionismo senza correre il rischio di un ascensore verso il basso – in altre parole, per evitare di retrocedere subito in Serie D - il club dovrebbe avere un fabbisogno finanziario non inferiore ai 5 milioni di euro tutto incluso: dal costo degli ingaggi all’ultimo dei rimborsi spese. Una cifra che serve a coprire l'intera macchina aziendale.
Il monte ingaggi
Il "modello" di riferimento per una salvezza tranquilla vede un monte ingaggi per i tesserati (giocatori e staff tecnico) che oscilla intorno ai 2,5 milioni di euro. Un esempio calzante è quello della vicina Dolomiti Bellunesi, il cui monte ingaggi lordo si attesta sui 2,6 milioni come dai dati diffusi recentemente dalla Lega Pro. Ma questo dato non deve trarre in inganno.
Lo stesso Botter frena i facili entusiasmi legati alle cifre: «Bisogna fare molta attenzione: al dato lordo degli ingaggi va sommato un 30% di costi aziendali successivi. Tra i professionisti, i costi raddoppiano rispetto ai dilettanti. Se un dipendente guadagna 1.500 euro al mese, all'azienda ne costa 33 mila all'anno. Se lo stipendio sale a 50 mila euro lordi, il costo reale per il club schizza a 130 mila».
A questo si aggiunge il personale non tesserato (amministrazione, marketing, logistica), che incide per un cifra che, nel caso del Treviso, può oscillare tra i 300 mila e i 350 mila euro.
Società a responsabilità limitata
Il salto di categoria trasformerà il Treviso in un’azienda a tutto tondo: addio società sportiva dilettantistica, il Treviso Football Club diventerà una società a responsabilità limitata. Per fare un esempio, solo lo staff medico, tra visite specialistiche e personale dedicato, costerà circa 100 mila euro.
Poi ci sono le spese vive: assicurazioni, pullman, alberghi per le trasferte, pranzi e cene. Anche il vivaio richiede investimenti pesanti: la formazione under 19 sarà iscritta al campionato Primavera 4, un’operazione da 150 mila euro tra iscrizioni, vestiario e logistica (sapendo che ai tesserati di quella che è, a tutti gli effetti, la seconda squadra non viene chiesta la quota di iscrizione a differenza delle altre squadre del vivaio). Sul fronte stadio, la burocrazia impone altre scadenze.
Entro l'inizio di giugno il club dovrà indicare l'impianto di gioco. È probabile che venga indicato anche lo stadio di Fontanafredda, poiché Tenni necessita di lavori di adeguamento. L'obiettivo è di terminare i cantieri entro agosto, garantendo al tifo di godersi il debutto casalingo a Treviso.
Tasse e fidejussioni
Inoltre, l'iscrizione alla Lega Pro è un percorso a ostacoli (finanziari). Per le neopromosse dalla Serie D, la tassa di iscrizione è di 105.000 euro. Fondamentale è la presentazione di una fideiussione bancaria a prima richiesta: il Treviso, potendo dimostrare l'assenza di debiti verso tesserati e la Federcalcio, potrà beneficiare di una riduzione in quanto neopromossa, versando 350.000 euro anziché i 700.000 ordinari.
C'è poi da considerare l'indice di liquidità, il parametro che misura la capacità della società di onorare i debiti a breve termine. La Federcalcio impone un valore minimo di 0,8. Per il Treviso, che vanta conti in ordine, non è un problema, ma resta un monitoraggio costante da consegnare entro giugno insieme ai contratti per ticketing e stewarding.
Almeno otto milioni per la B
L'orizzonte di Botter guarda però oltre la semplice permanenza in C: il suo progetto triennale, iniziato un anno fa, ha prodotto il primo risultato con la vittoria della Serie D; ora l’obiettivo è rimanere tra i professionisti. E per il terzo e ultimo anno del progetto, l'asticella si alzerà: per puntare alla B serviranno almeno 8 milioni di euro. Ma serviranno soci investitori pronti a dare una mano. Il legame con il territorio resta il fulcro della visione del patron: se l'obiettivo non dovesse essere raggiunto, Botter ha promesso di restituire il club al Consorzio Treviso Siamo Noi, il pool di imprese locali che attualmente detiene il resta 40% delle quote del club. —
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