Sedivec, basta calcio al top ha vinto il “cuor di papà”

Ha calcato i campi della serie B (Catania, Perugia, Crotone, Triestina, Mantova), della Lega Pro (Salernitana, Salò) e nelle ultime stagioni della serie D, ma a dicembre ha deciso di scendere in Promozione. Una scelta dettata dall’amore e dall’esigenza di non creare disagi alla compagna, con cui abita a S. Vito al Tagliamento e dalla quale ha avuto una bimba. Jaroslav Sedivec, attaccante ceco classe 1981, da un mese fa parte del Portomansuè, ora al terzo posto nel girone D di Promozione. «In estate ho valutato diverse offerte, potevo anche giocare in Asia», racconta, «Tuttavia il calcio è diventato un ambiente poco affidabile, con società che promettono ma non mantengono e falliscono. Ho evitato proposte che richiedevano un trasferimento, magari in Puglia o Calabria: mi sembrava corretto verso la mia compagna che lavora». Da lì il colpo di fulmine con i liventini. «Ho avuto la fortuna di scoprire il progetto del Portomansuè. La nostra intenzione è di provare a vincere il campionato, la società lo meriterebbe per l’impegno che ci mette. Finora ho disputato 3-4 partite con il Porto: abbiamo un’ottima difesa ma ci manca un po’ di continuità nei risultati, soprattutto in trasferta. Penso che arriveranno, inoltre affronteremo in casa gli scontri diretti con Pievigina e Martellago». Progetti per il futuro? «Mi sento bene fisicamente, sono ambizioso e spero di fermarmi il più possibile al Portomansuè, nella speranza di togliermi soddisfazioni scalando qualche serie con loro. Con il mio arrivo in biancoverde spero di portare esperienza per dare una mano ai più giovani, sia sul lato calcistico che caratteriale. A questi livelli ho trovato molti ragazzi che meriterebbero di giocare in categorie più importanti».
Lui è boemo come Zeman, l’ex mister del Cagliari? «Lo conosco, in passato mi voleva a Lecce ed Avellino, ma il trasferimento non si è concretizzato. Zeman l’ho rivisto la scorsa estate quando il Cagliari ha disputato un’amichevole con un club di Asiago composto da giocatori svincolati».
Allenatori e compagni che ricorda con piacere? «Su tutti direi Stefano Colantuono ai tempi di Perugia e Catania, Gian Piero Gasperini a Crotone, Mario Somma a Mantova e Trieste. Tra gli altri anche Elio Gustinetti, che mi voleva un mondo di bene: tecnici bravi sia sul lato tecnico-tattico sia sul lato umano. Compagni di squadra ne ho avuti parecchi, mi sento ancora con Antonio Floro Flores, Peppe Mascara e Francesco Rossi, ma potrei citarne molti altri».
Alberto Zamprogno
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