La Marca fa bella la Federciclo ma il presidente Di Rocco dov'è?

IMBANDIERATO. Paese imbandierato, passano le cicliste
Paese imbandierato, nonne alle finestre, bambini e palloncini, tanta gente lungo le strade, tanta gente sul Montello per veder transitare ieri (sabato gli Esordienti non hanno fatto salita) i ciclisti impegnati nei campionati italiani. Strade bene asfaltate e sgombre, servizio d'ordine perfetto, organizzazione precisa come un orologio, grandi palchi, bellissimi podi, abbondanza - nonostante i tempi grami - di sponsor. Il tutto per più di 700 concorrenti in due giorni di gare e, siccome non si tratta di maggiorenni, tremila e più persone se si calcolano genitori, fratelli e sorelle, tifosi provenienti da ogni città d'Italia. Questa è la Marca trevigiana, la provincia d'Italia che ha, in percentuale sulla popolazione, il più alto numero di tesserati alla Federciclo. Eppure... Rewind: appena una settimana fa, sempre sul Montello e poco distante da Povegliano, a Montebelluna. Campionato del mondo di mountain bike marathon, con contorno di gare amatoriali, manifestazioni per i bambini, pedalate enogastronomiche eccetera. Efficienza, professionalità, organizzazione perfetta, grande spettacolo e calore della gente. Un arrivo che pare quello del mondiale su strada. Eppure... Eppure a Montebelluna, domenica scorsa, il presidente della Fci, Di Rocco, ha precisato d'essere lì come vicepresidente Uci, giusto per non fare arrabbiare qualcuno dando importanza a ciò che si fa qui da noi. E in questi due giorni, a Povegliano, nessuno l'ha visto ai campionati italiani. Vuoi vedere che ci stanchiamo di fare i donatori di sangue? Perchè Treviso e la Marca, quando è ora di dare, sia un mondiale ciclocross che uno di mtb, che i campionati italiani di vario genere, risponde sempre presente. E fa fare una gran bella figura al Coni e alla Federciclismo. In cambio ha avuto poco o niente. A meno che, di questi tempi, con tutti quelli che fanno forfait e riconsegnano le chiavi al mittente, ottenere l'organizzazione di questi campionati - nessun si arrabbi - «minori» con la virtù di trasformarli in «esemplari» non sia considerato un premio. Qui, piaccia o no ai federali, le cose le sappiamo fare benissimo. Basta con gli ossi, ci meritiamo anche la polpa. E basta con la questua «in cambio di...». Altro che Sicilia.
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