Ironman Juri Feltrin troppo testosterone e 4 anni a Bortolozzi

TREVISO. Juri Feltrin, il triatleta di Ponte di Piave specializzato nella versione estrema del “triplo sport” soprannominata “Iron man” dal nome della più importante gara di questo genere che si svolge nella Hawaii, è stato trovato positivo e sospeso dal Tribunale nazionale antidoping.
Nel frattempo giunge anche la sentenza per il settantanovenne lunghista amatore trevigiano Giorgio Bortolozzi “pizzicato” a fine febbraio.

La prima sezione del Tribunale nazionale antidoping (Tna) ha provveduto alla sospensione in via cautelare di Feltrin, 37 anni, accogliendo le istanze proposte dall'Ufficio di Procura Antidoping. Feltrin è stato trovato positivo alle sostanze testosterone e suoi metaboliti di origine non endogena, compatibile con l'assunzione di testosterone e/o suoi precursori a seguito in un controllo «fuori competizione», a casa sua (Feltrin afferma di aver richiesto lui stesso i particolari esami del sangue non appena accortosi che qualcosa non andava peri il verso giusto) disposto da Nado Italia e svoltosi a Ponte di Piave il 23 giugno scorso.
Giorgio Bortolozzi, 79 anni, ex primario di ginecologia all’ospedale di Conegliano, lunghista e triplista di livello internazionale tra i master, potrebbe passare alla storia come “il dopato” più anziano di sempre.
Il Tna del Coni gli ha inflitto 4 anni di squalifica – con decorrenza 21 marzo 2016 e scadenza 20 marzo 2020 – per la positività al testosterone e Dhea, rilevata ai Tricolori indoor di Ancona. Bortolozzi, laureatosi nelle Marche tricolore Master 75 nel lungo e triplo, ha visto i risultati invalidati e dovrà pagare le spese del procedimento: 378 euro.
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