Benetton, un altro addio nello staff: Ongaro lascia la Ghirada
L’assistant degli avanti ha dato l’annuncio ai biancoverdi dopo il match di Cork: «Non riesco più a conciliare gli impegni di lavoro con il mio ruolo nello staff»

«Ragazzi, devo dirvi una cosa, adesso che la stagione si è conclusa...». Ha cominciato così, sabato sera a Cork, negli spogliatoi del Virgin Park, Fabio “Yuri” Ongaro, 47 anni, l’assistant degli avanti del Benetton. Ed ha lasciato tutti senza parole, basiti, in pochi secondi.
Ha annunciato, con pochissime parole e tantissima emozione, l’addio allo staff biancoverde. Aveva un altro anno di contratto, fino al 2026. Nessuna offerta da altri club, nessun motivo di polemica con la società di cui è stato anzi un pilastro in campo e fuori, così come della Nazionale quando vestiva l’azzurro.
«Semplicemente non riesco più a conciliare gli impegno di lavoro, con il mio ruolo nello staff, e chi mi conosce sa che se non posso dare il 100 per cento, e possibilmente anche di più, non lavoro», ha confessato, con palpabile emozione.
Da nove anni Ongaro, alla Ghirada, si è preso cura del pack del Benetton, facendo crescere giovani ed emergenti e portandoli fino alla nazionale (il caso più emblematico è Mirco Spagnolo, senza dimenticare Ivan Nemer, dalla B all’azzurro). Per tacer di chi è andato all’estero, in Francia o in Inghilterra.
Ma ha anche riportato ai massimi livelli internazionali giocatori che sembravano condizionati dagli infortuni, in particolare Ferrari, senza dimenticare Zilocchi. E anche in seconda ed in terza i giovani approdati i nazionali sono stati moltissimi, a conferma di un tecnico che sa lavorare anche sul piano motivazionale, toccando corde profonde con i suoi modi magari poco “british”, ma indubbiamente efficaci. E certo il pack, nelle ultime stagioni, è stato una certezza per Treviso, specie in chiusa, non a caso seconda assoluta nelle statistiche dell’Urc.
Il contraccolpo, nell’ambiente biancoverde, è stato fortissimo. Un fulmine a ciel sereno avrebbe fatto meno scalpore, perché sembra che il tecnico non si fosse davvero confidato con nessuno, prendendo tutti in contropiede
La notizia è trapelata ieri, in piazza. Ed è sintomatico che i bene informati assicurino come nessuno abbia provato a convincere Ongaro a ripensarci, o abbia tentato minimamente di tirarlo per la giacca in questi giorni. Il tallonatore, nella vita come in campo ha avuto sempre una sola parola. E certo poco gli piacciono i fronzoli, avendo sempre privilegiato la sostanza, come ben sa chi ha giocato in prima linea o nel resto del pack, luogo dove non esiste la parola alibi.
Semplicemente, lo sviluppo dell’azienda attiva nel settore della carne non gli consente più di avere il tempo necessario. E così, ci sarà un altro avvicendamento nello staff. Il terzo dopo il cambi dell’head coach – MacRae la posto di Bortolami e quello dello specialista dell’attacco, con Peter Wilkins al posto di Alessandro Troncon. E certo i quadri tecnici di Treviso sono sempre meno italiani.
E sarà ora il direttore generale Antonio Pavanello con il presidente Amerino Zatta a dover trovare il sostituto. Un’incombenza non facile, e che non era certo segnata in agenda. Dicono sia scattato subito un primo scouting a livello internazionale, sapendo che molti fra i migliori specialisti sono già accasati. E il primo scoglio della nuova stagione, nemmeno 48 ore dopo la fine del’Urc.
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