Si schianta durante la gara, l’anestesista risponde all’appello del papà: «Siamo in contatto e ci incontreremo»
La sedicenne Elena Miglioranza è ricoverata all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. L'intervento di Silvia Orazio, dipendente dell'Usl 2 Marca Trevigiana, è stato fondamentale

Elena Miglioranza continua a fare progressi, sebbene sia ancora intubata. Presto potrà essere trasferita di reparto. Dopo la caduta la giovane e promettente atleta era rimasta vittima di un blocco respiratorio. Il peggio ora sembra essere passato, anche grazie al lavoro, sul posto, di Silvia Orazio, anestesista al Suem di Treviso che abita proprio vicino al luogo in cui è avvenuto l’incidente.
«Appena abbiamo capito cos’era successo sono corsa sul posto» ha spiegato Silvia «a terra c’era una ragazzina priva di conoscenza. Grazie all’aiuto dei volontari abbiamo stabilizzato i parametri. Arrivati i soccorsi ho intubato la paziente che è stata portava via».
Il padre della ciclista nel giorni scorsi aveva lanciato un appello per incontrare il medico, appello raccolto dal presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, e dopo qualche ora era arrivata la notizia: Silvia Orazio e il padre della giovane Andrea Miglioranza, ingegnere e al vertice della società ciclista La Sorgente di Pradipozzo, si erano sentiti per telefono, ripromettendosi di incontrarsi non appena Elena starà meglio.
«Quanto accaduto fa parte del lavoro che io e altri professionisti abbiamo scelto e svolgiamo ogni giorno» ha continuato Silvia. «Non c’è niente di eccezionale. La cosa importante è che Elena stia bene».
Martedì 21 luglio la giovane ciclista è stata sottoposta a una nuova risonanza magnetica. Il quadro è incoraggiante: non ci sono fratture, la Tac come domenica ha dato nuovamente esito negativo. I medici quindi l’hanno svegliata e l’hanno fatta muovere per la sala.
«Qualche risposta alle sollecitazioni la dà in ritardo, ma ritengo che il peggio sia passato. Potrà tornare a correre? Prima mi auguro torni presto a casa. Poi dopo una botta simile» spiega il padre Andrea Miglioranza «bisognerà capire se ha la testa giusta per tornare sulla bici. Potrebbe aver subito un trauma di carattere psicologico. Vedremo. L’anestesista l’ho sentita al telefono: ci siamo parlati e le ho manifestato gratitudine».
Da domenica 19 luglio tutta l’Italia a dueruote si sta interessando all’incidente di Elena. «Chi vive il ciclismo su strada sa» evidenzia una mamma, Milva Ceccarini «quante ore noi genitori passiamo ad aspettarli al traguardo, con il fiato sospeso a ogni curva. Quel fiato domenica ci è mancato del tutto. Quando un’atleta cade in quel modo subentra l’angoscia. Non importa quale divisa indossi: per noi mamme, ogni ciclista su quella strada è un pezzo del nostro cuore, è una figlia nostra. Cara Elena adesso riprenditi con calma. Ma sappi che dietro di te c’è un’ammiraglia invisibile fatta dall’amore di tutte le mamme del ciclismo, pronte a spingerti con il pensiero. Non mollare». Adesso coach, compagne di squadra e tifosi aspettano fiduciosi il rientro di Elena a casa.
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