Lasciava i figli piccoli a casa da soli e andava al bar con le amiche: mamma a processo
La donna feltrina in tribunale per abbandono di minore continuato. I piccoli piangevano e i vicini hanno chiesto l’intervento dei carabinieri. La donna incastrata da una telecamera

Madre di famiglia lasciava soli in casa tre figli piccoli. I vicini di casa in prima battuta e la telecamera dei carabinieri della Compagnia di Feltre in seconda l’hanno portata in tribunale per l’ipotesi di reato di abbandono di minore continuato.
La donna feltrina di 29 anni è difesa di fiducia dall’avvocato Enrico Rech e, nell’udienza pre-dibattimentale di lunedì mattina, ha ottenuto un rinvio a novembre dal giudice monocratico Federico Cavalli, per decidere se chiedere il rito abbreviato oppure patteggiare.
I fatti contestati sono chiari e documentati dai video, pertanto si tratta di arginare il più possibile la pena. Si va da 6 mesi a 5 anni di reclusione, con lo sconto di un terzo.
La donna e il marito erano separati e il tribunale aveva affidato la prole a lei. La coppia viveva in un appartamento in periferia e, nel periodo tra il 21 novembre 2023 fino al 6 marzo dell’anno, dopo è uscita di casa quasi tutti i giorni, lasciando da soli due bambini e una bambina troppo piccoli per essere in grado di badare a loro stessi. Poteva andare a fare la spesa o a bere un caffè con le amiche e la sua assenza poteva protrarsi da un minimo di mezz’ora a circa un’ora e 20 minuti. I piccoli di uno, tre e quattro anni non stavano dormendo e lo testimonia il fatto che il loro pianto ha allarmato i vicini di casa. Questi ultimi non potevano certo intervenire, ma qualcosa di utile l’hanno fatto lo stesso, chiamando i carabinieri e, di conseguenza, allertando la Procura della Repubblica di Belluno.
I militari hanno sistemato una telecamera che, puntata sulla porta di casa, ha ripreso la futura imputata e quantificato la durata delle sue assenze, durante le quali i bimbi erano esposti a tutti i rischi che ci possono essere in un’abitazione. Non risulta che si siano tirati addosso qualcosa o abbiano messo le manine in luoghi pericolosi, ma il presidio di tutela di un adulto è doveroso, anche solo per sbrigare un bisogno fisiologico o per mangiare qualcosa. Le parti offese sono i tre bambini, cioè soggetti vulnerabili per la loro età, e l’accusa alla madre è quella di essersi disinteressata dei loro bisogni fisiologici primari e della loro incolumità per circa 4 mesi.
I bimbi adesso vivono con il papà, che lunedì era presente in tribunale. Non c’era, invece, l’imputata, che a questo punto dovrà scegliere cosa fare. Rech avrebbe optato per un abbreviato sugli atti del pubblico ministero, ma può anche darsi che lei scelga di patteggiare la pena.
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