Giulia Busato racconta la sua avventura in tv: «Esco da masterchef a testa alta»

TREVISO. «Masterchef è stato per me una terapia d’urto, mi ha fatto acquisire una maggior consapevolezza delle mie abilità, come persona e come chef, soprattutto grazie ai molti professionisti che ho incontrato, dalla produzione Sky, ai giudici Antonio Cannavacciuolo, Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli, ai miei colleghi concorrenti. La definirei un’esperienza di rinascita che spero mi accompagni anche nei giorni a venire».
Questo il bilancio a caldo di Giulia Busato l’indomani dell’esclusione dalla celebre trasmissione di cucina di Sky prodotta da Endemol Shine Italy e giunta alla sua nona edizione.
Giovedì sera infatti, com’è noto a tutti gli appassionati del format, la trentunenne impiegata trevigiana, che era riuscita ad arrivare quasi sulla soglia della finale (è stata esclusa alla nona puntata su dodici), si è fatta vincere dall’emozione. Al “pressure test” non ha portato a termine, secondo gli standard previsti, la replica di un piatto di spaghetti dello chef Iaccarino (due stelle Michelin) con una salsa al prezzemolo e un’emulsione di tonno.
«L’agitazione mi ha giocato un brutto scherzo – ammette la concorrente – e ho avuto problemi con i dosaggi e l’impiattamento, ma sono comunque felice perché il mio piatto era buono, come mi è stato detto, e questo mi fa uscire di scena a testa alta».
Un’uscita di scena dagli schermi televisivi, che potrebbe però preannunciare un’entrata in scena come chef nella vita, dato che la cucina per lei è una passione viscerale, «a cui penso giorno e notte» rivela. Dunque potrebbe abbandonare la scrivania da impiegata per i fornelli di un ristorante tutto suo?
«L’importante sarebbe poter continuare a parlare di cucina e farla anche, magari in un luogo mio – risponde Busato – che non vorrei etichettare come locale o ristorante, ma proprio come un posto dove poter sviluppare la mia idea di cibo, che unisce un recupero della tradizione con un’apertura al mondo, alla varietà dei sapori degli altri popoli perché la diversità è ricchezza».
Fondamentali nell’esperienza a Masterchef di Giulia sono stati i tre giudici di gara, che hanno portato ciascuno il proprio carattere oltre alla riconosciuta professionalità. «Locatelli è quello con cui mi sono sentita più in sintonia – confessa – per la sua grande umanità anche nel rimproverarmi, perché lo ha sempre fatto come se fosse un buon padre con una figlia da cui voleva il massimo, Barbieri sicuramente è stato il più imprevedibile e quello che temevo maggiormente, mentre Canavacciuolo era il nostro dispensatore di energia, una persona divertente ma anche un grandissimo chef, dalla mano fine in cucina nonostante la sua prestanza fisica».
Un sogno nel cassetto? «Fare un periodo di training nella cucina di Antonia Klugmann a Gorizia – chiude Busato – ma per il momento mi godo il ritorno a Treviso da mia moglie Alessia dopo aver messo la mia vita in standby per gli impegni televisivi, perché gli affetti restano la cosa più importante».
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