WhatsApp e abusi, l’altolà del liceo Canova di Treviso
Il vademecum della preside Ventura sull’uso delle chat di messaggistica privata tra genitori e studenti: attenzione ai possibili reati, dalla diffamazione aggravata al trattamento illecito dei dati personali

Con la ripartenza della scuola sono ripartite anche le chat di messaggistica privata tra genitori e studenti. Con il rischio di abusi. Tanto che la dirigente scolastica del liceo Canova di Treviso Mariarita Ventura, in una circolare rivolta a genitori e allievi dell’11 settembre, ha ritenuto di avvisarli su tutti i possibili reati che si possono commettere con un uso troppo spregiudicato del mezzo telematico.
“A titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, si precisa quanto segue: a norma dell’art. 167 del Codice della Privacy, si configura il trattamento illecito di dati personali; a norma dell’art. 595 del Codice Penale, la condivisione con più soggetti di contenuti offensivi della reputazione di una persona può configurare il reato di diffamazione, aggravata dalla modalità telematica e perseguibile a querela della persona offesa; a norma dell’art. 616 C.P. c’è il reato di violazione del segreto di corrispondenza se si diffonde il contenuto con dolo e senza un interesse legittimo; a norma dell’art. 660 c.p. la molestia, ovvero l’invio di messaggi che disturbano la quiete della vittima, integra il reato, anche senza reiterazione, punendo l'invasività del mezzo. Vanno poi considerati i potenziali rischi derivanti da condivisione di dati personali e di contatto (che possono comportare cyberbullismo, stalking, furto di identità, ecc.), nonché immagini, soprattutto se di minori, in considerazione del crescente fenomeno del deep fake/deep nude, ovvero la creazione di fotografie false partendo da immagini vere”.
Un vero e proprio vademecum per studenti e famiglie “al fine di prevenire comportamenti scorretti, potenzialmente lesivi del decoro e dell’immagine dell’Istituto e della dignità e dei diritti delle persone”.
La dirigente scolastica chiude poi con una precisazione sulle conseguenze dei comportamenti scorretti: “I comportamenti sopra richiamati possono inoltre comportare sanzioni di tipo patrimoniale; le condotte lesive possono infatti sempre essere oggetto di richieste di risarcimento danni in sede civile, per danno all’onore e all’immagine. Corre infine obbligo di ricordare che, a norma dell’art. 2048 del codice civile, i genitori sono chiamati a rispondere degli eventuali danni causati dai figli minori, anche nei casi in cui non abbiano adeguatamente vigilato sul corretto utilizzo degli strumenti in parola. Vi invitiamo pertanto a prendere in attenta considerazione questa tematica, adottando, ove necessario, le opportune verifiche, al fine di prevenire ogni comportamento scorretto o lesivo che sarà da considerarsi in esclusiva responsabilità, civile e penale, dell’autore della violazione”.
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