Via Ospedale, nuovi parcheggi «È la fine di anni di anarchia»

Riorganizzata anche la viabilità tra la casa di riposo Sartor e Casa degli Strepiti Filippetto: un progetto da 900 mila euro con una ciclopedonale fino in centro



Parcheggio di via Ospedale, riorganizzati i posteggi e la viabilità: a giorni verranno posti i segnali che indicano i percorsi per le auto in entrata e in uscita, mettendo così fine a una sorta di “anarchia” che presentava parecchie complicazioni, non di rado con il rischio di tamponamenti nell’area utilizzata prevalentemente da coloro che si recano nella casa di riposo Sartor. Ma si tratta anche del primo atto in cui, finalmente, si mette mano alla sistemazione della strada che, costeggiando l’ospedale, arriva fino alla Casa degli Strepiti, ovvero l’ingresso dei visitatori al Parco di Villa Bolasco.

«Un provvedimento – spiega l’assessore ai lavori pubblici Roberto Filippetto – che nell’immediatezza guarda anche alla presenza del centro Alzheimer e che si inquadra nel progetto di una pista ciclopedonale che congiungerà viale Italia a via Ospedale, raccordandosi con le altre infrastrutture simili già esistenti». Il progetto vedrà un investimento importante, pari a 900 mila euro e permetterà la creazione di un percorso protetto da viale Italia fino in centro. Ma sarà anche la soluzione definitiva per una strada che non costituisce un bel biglietto da visita per i turisti che arrivano in città per il Parco Bolasco: se piove il fango regna sovrano, mentre in tutti gli altri giorni solo il buon senso degli automobilisti evita che la sosta diventi selvaggia. «L’obiettivo dei lavori – continua Filippetto – è anche quello di recuperare posti auto, seguendo la stessa filosofia adottata nelle altre modifiche della viabilità del centro: questo anche con l’allargamento dell’attuale parcheggio tra il centro Alzheimer e la vecchia entrata dell’ospedale, a seguito di un accordo a tre tra Comune, Usl2 e casa di riposo».

Purtroppo il progetto ha dovuto conoscere un rallentamento negli anni, risolto nel maggio scorso. Era successo che dopo due anni lo studio padovano che aveva ottenuto l’appalto non aveva ancora consegnato il progetto completo esecutivo. La consegna del progetto, in prima stesura, era avvenuta nel maggio 2018 in ritardo rispetto alla scadenza, ma in quell’occasione era stata evidenziata una problematicità di carattere idrogeologico che avrebbe fatto lievitare i costi. Tutto sembrava chiarito a fine settembre, ma da allora ogni comunicazione con lo studio si è interrotta. E anche l’ultimatum del marzo scorso è stato disatteso, facendo scattare la risoluzione del contratto. Un problema dovuto forse all’eccessivo ribasso (60 per cento) con cui questo studio aveva vinto l’appalto, il quale a un certo punto ha realizzato di non riuscire a coprire più le spese. Ora il progetto è stato affidato ad altri e quindi l’ostacolo è superato: i lavori inizieranno il prossimo anno. —



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