Via libera dei sindaci alla caccia di 400 cervi

VITTORIO VENETO. Ben 120 cervi da abbattere sulla Pedemontana del Cansiglio, nei territori comunali, quindi nelle riserve di caccia di Vittorio Veneto, Fregona, Sarmede, Cordignano e Cappella Maggiore. Altri 120 lungo la Pedemontana di Caneva, Polcenigo e Budoia, in provincia di Pordenone. E per finire, 120 in Alpago. Sommando sono 360 capi, ai quali vanno aggiunti 40 animali che si potranno cacciare nel demanio regionale, benché la cattura sia proibita (sarà quindi introdotta una deroga). In tutto, 400 cervi da abbattere in un anno. E così per un triennio. I sindaci del Cansiglio, sostenuti dagli allevatori, hanno vinto la loro battglia. Venerdì scorso si sono fatti dire di “sì” dagli assessore regionali Daniele Stival e Franco Manzato. Il 28 giugno, in Cansiglio, l’operazione – denominata “piano di controllo” – per non suscitare polemiche sarà meglio definita. Il presidente della Regione, Luca Zaia, da sempre contrario a questa caccia (come pure il presidente della Provincia, Leonardo Muraro), ha dovuto quindi arrendersi. Ma gli ambientalisti intendono dar guerra alla nuova campagna. Lo farà anzi tutto Andrea Zanoni, europarlamentare, che già a suo tempo aveva minacciato ricorso alla Commissione Ue, perché il territorio di caccia è protetto dalle norme europee. Non mancheranno di protestare Mountain Wilderness, Ecoistituto, le associazioni animaliste. Però all’incontro dell’altro ieri, svoltosi in Regione a Venezia, si è detto che il numero degli ungulati è eccessivo per una foresta come quella del Cansiglio: si tratta di oltre 3 mila capi, destinati ad aumentare del 15% nei prossimi mesi. Decisamente troppi, insomma, anche per gli esponenti regionali più sensibili alla causa della fauna, come il trevigiano Manzato. Ma c’è un’altra protesta che sta montando sull’altopiano all’inizio della stagione turistica: è quella dei numerosi escursionisti, diverse centinaia soprattutto nei fine settimana, che trovano pascoli e pezzi di bosco recintati, per cui sono costretti a fare lunghe deviazioni. «Ci scusiamo per questi disagi, ma i nostri allevatori non hanno davvero altra possibilità di tenere al largo i cervi dai loro appezzamenti» afferma Paolo Casagrande, presidente del sindacato che li rappresenta, l’Anpa. «Neanche noi sindaci vogliamo i recinti», precisa Giacomo De Luca, di Fregona, «sembra infatti di abitare una specie di lager, ma l’unica alternativa a questa soluzione è la caccia».
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