Veneto Banca, primo giorno dell’era Atlante: subito l’azione di responsabilità

TREVISO. Arrivano da Terna, Snam, Enel, Unicredit. Non c’è un solo trevigiano né veneto, eccezion fatta per il trait d’union imposto da Francoforte, ovvero il dg Cristiano Carrus, veneziano. Sono gli undici componenti della nuova (per l’ennesima volta, in questi ultimi due anni) squadra che guiderà Veneto Banca. Stavolta però lo strappo è vero, la discontinuità reale: quello che si insedia oggi (lunedì 8 agosto 2016) è il primo consiglio di amministrazione espressione del fondo Atlante, nuovo proprietario (con oltre il 97% delle quote) di Veneto Banca. Questo istituto - la sua “testa”, almeno - di trevigiano non ha più nulla: la retorica della banca del territorio viene sepolta dal crollo dell’onnipotenza consoliana, dal falò di quasi cinque miliardi di euro di valore delle azioni, dalle inchieste giudiziarie che hanno portato l’ex amministratore delegato agli arresti domiciliari.
L’assemblea. Alle 11:30 di questa mattina è convocata l’assemblea a villa Loredan Gasparini di Volpago del Montello. Solo due punti all’ordine del giorno: presa d’atto delle dimissioni del vecchio cda ed elezione del nuovo. La parentesi di Stefano Ambrosini, uscito vincitore dal tesissimo duello per la presidenza con Pierluigi Bolla dello scorso 5 maggio, è durata tre mesi e va in archivio senza lasciare tracce se non una coda al veleno: il presidente è all’estero, e a guidare l’assemblea di oggi - nonostante la richiesta di fare un passo indietro da parte di Quaestio Sgr - sarà Giovanni Schiavon, catalizzatore di polemiche e critiche durissime in questi tre mesi da numero due.
Girare pagina. «Giriamo pagina, ripartiamo da zero, focalizzandoci sulle cose da fare», ha detto al Sole 24 Ore il presidente in pectore, Beniamino Anselmi, curriculum nei principali gruppi bancari tra cui Intesa, Banca Popolare di Milano e Capitalia ma anche Banco di Sicilia, Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza e Carige. «Dobbiamo lavorare sodo e velocemente. Saremo estremamente sobri, attenti sui costi in maniera molto decisa, e naturalmente in questo saremo attenti a coinvolgere tutte le nostre strutture e il nostro management», dice Anselmi.
Azione di responsabilità. Le priorità del nuovo cda sono già chiare: anzitutto l’azione di responsabilità, tema che sarà affrontato già nel corso del primo consiglio di amministrazione previsto per mercoledì 10. «Ci lavoreremo immediatamente con determinazione», dice Anselmi, «Tenendo conto che l’azione di responsabilità ha bisogno di una probatoria, l’attività su questo tema è già cominciata, ci siamo già divisi il lavoro». Anche la questione dei tavoli di conciliazione sarà da subito all’attenzione del nuovo cda: «Per ristorare i vecchi azionisti abbiamo però bisogno di rilanciare la banca e per rilanciarla abbiamo bisogno di riacquisire la fiducia del territorio».
La fiducia. «La fiducia», prosegue il presidente designato, «si riacquista, al di là delle parole, con gli esempi, che devono essere da subito interventi di grande sobrietà. Oggi finalmente abbiamo un azionista con le spalle robuste, Atlante, ora dobbiamo rilanciare la banca, dare nuovo impulso alla sua attività primaria, riportare a bordo l’entusiasmo del nostro personale. Dobbiamo utilizzare lo slancio di tutti i collaboratori, che mi piace chiamare colleghi e non dipendenti, anche del più giovane o della filiale del piccolo paesino più lontano».
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