Festa della Repubblica, l’appello di Conte: «La quotidianità deve sempre guardare al bene»

L’abbraccio tricolore di Treviso per gli 80 anni della festa del 2 giugno con il sindaco di Treviso: «La Repubblica siamo noi» 

Mattia Toffoletto
Il sindaco di Treviso Mario Conte in occasione della festa della Repubblica
Il sindaco di Treviso Mario Conte in occasione della festa della Repubblica

Un gigantesco tricolore srotolato sulla facciata di palazzo dei Trecento dai Saf dei vigili del fuoco. Le note dell’Inno nazionale eseguite dalla banda Visentin.

E le parole del sindaco Mario Conte a suggellare la cerimonia del 2 giugno in piazza dei Signori nell’80esimo della Repubblica: «La Repubblica ha un volto. Anzi, ha milioni di volti perché la Repubblica siamo noi. Siamo noi quando mettiamo il nostro tempo, le nostre competenze e il nostro impegno a disposizione degli altri con l’obiettivo di perseguire il bene comune. Siamo noi quando scegliamo la strada del dialogo, del rispetto e della pace, soprattutto in un tempo in cui il mondo sembra troppo spesso attraversato da conflitti e divisioni. La Repubblica siamo noi quando il senso civico prevale sull'indifferenza. Siamo noi quando decidiamo di esprimerci attraverso il voto».

Il tricolore srotolato sulla facciata di palazzo dei Trecento a Treviso
Il tricolore srotolato sulla facciata di palazzo dei Trecento a Treviso

E aggiunge: «È il legame che unisce persone diverse attorno agli stessi valori di libertà, solidarietà, responsabilità e partecipazione. Valori che da 80 anni continuano a rappresentare il fondamento della nostra Repubblica e che ancora oggi ci chiedono di essere protagonisti, ciascuno nel proprio ruolo, di una quotidianità che deve sempre guardare al bene».

Alla cerimonia erano presenti, fra gli altri, il prefetto Angelo Sidoti, il vescovo Michele Tomasi, rappresentanti della giunta e del consiglio comunale, autorità militari.

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