In sedia a rotelle davanti al mare: l’immagine con l’AI per scoraggiare i tuffi pericolosi

L’immagine realizzata dal consigliere comunale Daniele Bison: «Così dissuadiamo i giovani». Il presidente dei bagnini Ballarin: «Resta il nodo dei pontili accessibili»

Giovanni Cagnassi
L'immagine realizzata dal consigliere Bison
L'immagine realizzata dal consigliere Bison

Un uomo osserva il mare dall’estremità di un pontile, seduto su una sedia a rotelle: «Non guardare così il mare per sempre». Il consigliere comunale Daniele Bison ha creato questa immagine d’impatto, da diffondere via social e non solo, per dissuadere i giovani dai tuffi spericolati.

Lo ha fatto dopo la morte del 17enne di Trento che sabato sera si era tuffato da un pontile a Jesolo e aveva battuto la testa nell’acqua bassa. Lucio Veronese, fratello dello jesolano Massimo, nel 1978 primo caso di tetraplegia dopo un tuffo da riva, commenta: «Questa immagine dovrebbe essere ben visibile su tutti i pontili di Jesolo e il litorale».

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Lucio Veronese insieme al fratello Massimo in una vecchia foto

Bison è determinato. «Resto contrario alla chiusura dei pontili, punto di aggregazione, e comunque di difficile se non impossibile realizzazione. Si pone tuttavia il problema dei tuffi che», sottolinea, «negli anni, purtroppo, hanno visto consumarsi vere e proprie tragedie, con frattura del rachide cervicale che nel migliore dei casi costringe l’infortunati a passare tutta la vita in sedia a rotelle o, come accaduto, dagli esiti mortali. Ci vogliono messaggi forti e una comunicazione efficace al fine di sensibilizzare soprattutto i nostri giovani. Propongo l’installazione di questa immagine su tutti i pontili, comunicazione via social e coinvolgimento delle associazioni. Un ruolo fondamentale lo possono rivestire i bagnini, sempre presenti, e quindi ottimi ambasciatori di iniziative come questa».

Il sindaco Christofer De Zotti ha fatto leva sulla campagna informativa e di sensibilizzazione, più che sulla chiusura dei siti. «Non basta dire non si chiudono, serve prevenire, controllare e intervenire», ribadisce.

Il presidente dell’associazione bagnini Anab, Guido Ballarin, non appare convinto. «Una decisione che rispettiamo», replica al sindaco, «ma che ci impone una riflessione seria. Da anni assistiamo a incidenti, alcuni dei quali gravissimi, provocati da tuffi. Un fenomeno che si verifica durante il giorno, quando il servizio di salvamento può intervenire, ma che diventa ancora più pericoloso nelle ore serali e notturne, quando il rischio aumenta e la possibilità di prevenire comportamenti irresponsabili si riduce. Anab lo ripete: siamo disponibili a sederci intorno a un tavolo con l’amministrazione comunale, le forze dell’ordine e tutti i soggetti interessati. Lo avevamo chiesto anche nel 2025. Prima di arrivare a parlare di chiusura dei pontili, era stata ipotizzata una nuova campagna di sensibilizzazione e nuova segnaletica. Un plauso va sicuramente alla campagna del 2023, ma dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che se ancora oggi le persone continuano a tuffarsi, significa che quella comunicazione non è più sufficiente».

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